TYRAEL – Der Wald Ist Mein Zuhause | Aristocrazia Webzine

TYRAEL – Der Wald Ist Mein Zuhause

Informazioni
Gruppo: Tyrael
Anno: 2010
Etichetta: Self Released
Contatti: http://www.myspace.com/tyraelmetal
Autore: Mourning

Tracklist:
1. To Isengard
2. Throne of God
3. Der Jäger
4. Sonnige Tage
5. Gedankenfluß
6. Traum der Wirklichkkeit
7. Wo sind die Meinen?
8. Gebrochenes Eis
9. Erlkönig
10. Der Wald ist mein Zuhause
11. Des Rabens Andacht

DURATA: 43:25

TYRAEL - Der Wald Ist Mein Zuhause Nati una decade fa, i Tyrael per un motivo o un altro hanno sempre dovuto rimandare l’uscita dell’album di debutto.
Una delle circostanze a loro sfavore fu la girandola di batteristi che anticipò l’arrivo dell’odierno e stabile drummer Mario Althapp a ricoprire la postazione dietro le pelli.

Fatto sta che finalmente in questo 2010 tramite autoproduzione “Der Wald Ist Mein Zuhause” (la foresta è la mia casa) è venuto fuori, black/folk il cui risultato si può riassumere in un aggettivo: altalenante.
Se da un lato abbiamo una formazione grintosa che ha voglia di recuperare il tempo perduto sfruttando le buone armi che possiede, dall’altro c’è un senso d’incompiuto che aleggia persistente nelle tracce che, soprattutto quando allentano la presa, subiscono un forte calo qualitativo.
La resa maggiore si denota infatti nelle fasi in cui il piede spinge sull’acceleratore, nulla di eclatante ma che tiene a galla un disco immaturo e capace di offrire anche alcuni spunti validi, sono quelli i punti da fissare per guardare avanti.
Se si esaminano canzoni come “Der Jager” e la meglio assemblata ballata di Goethe “Erlkönig” a cui viene data forma musicale unite all’acustica “Wo Sind Die Meinen?” avrete il trio che riesce a esprimere il naturalismo che i Tyrael vogliono tirare in ballo, purtroppo i restanti episodi non ne tengono il passo.
Se nel lavoro dei singoli c’è da riconoscere una discreta prestazione vocale da parte di Joschka che se la cava giostrandosi fra lo scream e un growl da grinder in certi tratti e la valida colonna sorretta dal drumming di Mario, ciò non basta a coprire la soffereza di cui è vittima il reparto delle sei corde.
Il suono che gli è stato dato è debole al cospetto del muro che potrebbero e dovrebbero ricreare e il songwriting ha bisogno di allargare gli orizzonti per uscire da una costruzione schematica/ripetitiva che lo ingabbia, i ragazzi ne sono ampiamente in grado avendolo già dimostrato nei capitoli citati sopra, è quindi solo questione di inquadrare il bersaglio e centrarlo.
“Der Wald Ist Mein Zuhause” cresce leggermente sul lungo corso degli ascolti ma non andando oltre una sufficienza basilare, hanno atteso dieci anni e anche se il passo fatto non è dei migliori, la voglia e la passione dimostrata insieme alle qualità (e ci sono seppur in forma grezza) primarie messe in mostra devono essere di slancio per una futura evoluzione che porti a colmare i vuoti che adesso sono presenti.
V’invito a passare sul myspace dei ragazzi e a farvi un’idea più approfondita della loro musica, attendendo nuove notizie gli sfegatati del black/folk, in questo caso della versione più “asciutta” dello stile, provino a far fare un giro ai Tyrael nel loro stereo.