Tzompantli - Beating The Drums Of Ancestral Force | Aristocrazia Webzine

TZOMPANTLI – Beating The Drums Of Ancestral Force

Gruppo: Tzompantli
Titolo: Beating The Drums Of Ancestral Force
Anno: 2024
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: 20 Buck Spin
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TRACKLIST

  1. Tetzahuitl
  2. Tlayohualli
  3. Tlaloc Icuic
  4. Chichimecatl
  5. Tetzaviztli
  6. Otlica Mictlan
  7. Icnocuicatl
DURATA: 42:17

Quello tra musica estrema e culture native è un sodalizio sempre più rodato nel tempo, come dimostra il numero crescente di formazioni che si riconoscono nell’etichetta di indigenous black metal e di progetti che si rifanno all’immaginario precolombiano. Tra questi ultimi troviamo gli Tzompantli che dopo aver debuttato nel 2022 con Tlazcaltiliztli ritornano con un nuovo album intitolato Beating The Drums Of Ancestral Force.

La band californiana, nata nel 2019 come progetto solista di Brian “Bigg o)))” Ortiz (Xibalba, Mortuary Punishment), nel corso degli anni ha aumentato il numero dei suoi membri fino ad assumere le sembianze di un vero e proprio collettivo artistico: nel nuovo disco sono infatti accreditati ben dieci musicisti, tutti provenienti da altre formazioni dell’area losangelina. A non essere cambiata di una virgola, invece, è la fascinazione per gli aspetti più truculenti della cultura mexica — gli aztechi della storiografia occidentale — che si manifesta sin dalla scelta del moniker: lo tzompantli, infatti, altro non è che la rastrelliera su cui venivano esposti i teschi delle vittime sacrificali, che fa bella mostra di sé nell’artwork di copertina.

La proposta musicale degli Tzompantli si basa ancora su di un death-doom massiccio e accattivante, ma nei sette episodi di Beating The Drums Of Ancestral Force è possibile avvertire chiaramente una discreta evoluzione rispetto all’album precedente. I riff continuano a essere massivi e tritaossa, il growl di Ortiz sembra ancora provenire dall’Oltretomba, ma nel complesso le sonorità si sono fatte più variegate ed evocative: le chitarre di “Tetzaviztli” sono ariose e non sfigurerebbero all’interno di un brano black metal, mentre le atmosfere a là Evoken, già presenti in Tlazcaltiliztli, assumono un peso maggiore fino a dominare la conclusiva “Icnocuicatl”. Anche gli strumenti della tradizione mesoamericana giocano un ruolo rilevante nell’economia dell’opera, specialmente in “Tlaloc Icuic”, traccia dal sapore ritualistico il cui testo, interamente in lingua nahuatl, ruota intorno al capriccioso dio della pioggia del pantheon mexica.

Se il loro primo album mi aveva colpito favorevolmente, quest’ultimo lavoro non fa che confermare il mio giudizio estremamente positivo sugli Tzompantli, dimostrando la capacità di crescita del progetto californiano. Beating The Drums Of Ancestral Force è un disco solido e forse è anche qualcosa di più: un rituale sonoro che sembra voler trascendere da un piano materiale a uno più squisitamente spirituale, per collegarsi alle forze ancestrali degli antenati e dare nuovo nutrimento al Sole.