UGH! – Waste

UGH! – Waste

Informazioni
Gruppo: Ugh!
Titolo: Waste
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Elektrohasch Records
Contatti: elektrohasch.de
Autore: Mourning

Tracklist
1. Trank
2. Mine
3. Tar
4. Heat
5. Suck
6. Ira
7. Starve
8. Down
9. Kite
10. One Second
11. Ash
12. Manhole

DURATA: 51:25

Gli Ugh! sono di sicuro un nome conosciuto fra gli appassionati di un certo sound che si divide tra sensazioni desertiche, noisy e alternative, i tedeschi sono al quarto disco con “Waste” e si confermano come artisti capacissimi ma ai quali manca ancora lo spunto da “star”.
Il platter in questione ci propone parecchi spunti interessanti, è perennemente in bilico, una sensazione da altalena che pervade le tracce e che nel blocco iniziale si presenta maggiormente decisa e incline a connotazioni stoner/doom miste grungy/noise che potrebbero essere viste come una strana coincidenza astrale fra Jesus Lizard, Kyuss e Nirvana. Con quest’assetto così “ibrido” si evita ai brani la cosiddetta fossilizzazione, c’è una vitalità pimpante e coinvolgente, di sicuro coinvolgimento in tal senso l’accoppiata che vede susseguirsi “Mine” e “Tar” mentre “Ira”, il pezzo più breve in scaletta, ci regala anche un discreto feeling punkettone.
L’organo hammond eseguito da Burkhard Gottmanns in “Heat” e Christian Sonnberger in “One Second” aumenta la profondità atmosferica dei brani, quest’ultimo strumentale possiede un animo decisamente rivolto al southern sound degli States, offrendo anche un’ambientazione più da viaggio, le linee di violino in “Ash” risultano poi ben incastonate in un impianto sonoro che quando suona più rock raggiunge le vette più alte.
“Waste” è un buon disco, un tantino omogeneo nella prima parte ma che recupera alla grande nella seconda, se non fosse per qualche forzatura e voglia in alcuni casi di strafare gli Ugh! avrebbero potuto partorire un gioiellino.
Gli undici minuti di “Manhole” dai contorni pesantemente “fangosi” rispetto al resto confermano che non è di certo l’ispirazione a mancare alla band, quanto una visione globale del disegno.
Non è questo che bloccherà, vi è una discreta quantità di buona musica e il disco l’ascolto lo merita, sul mantenersi o meno all’interno della vostra personale lista di “on air” giornalieri ci scommetto meno ma la vita è imprevedibile e i gusti personali.
L’unica cosa che rimane da fare è inserire “Waste” nello stereo e prendere la decisione che ritenete più adatta a voi.

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