Ulguränd - Ulguränd

ULGURÄND – Ulguränd

Gruppo:Ulguränd
Titolo:Ulguränd
Anno:2019
Provenienza:Estonia
Etichetta:Pergerus Records
Contatti:Facebook  Youtube  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Esimeste Laul
  2. Poodute Mets
  3. Holmgang
  4. Ragnarok
  5. Ulguränd
DURATA:24:52

Non ne faccio mistero: oltre all’apripista firmata dagli Sküllfükk Satänik Slüts e al caprinissimo brano degli Ziegenhorn, nello split Tarbathian Fortress mi ha colpito dal primo momento il contributo degli Ulguränd. “Lõõm”, di cui da pochissimo Warhorn Records ha anche rilasciato un video, mi ha presentato una band legata strettamente al mondo del black metal di matrice folcloristica e paganeggiante; è per questo motivo che, appena mi si è presentata l’occasione, ho accettato con piacere di volgere lo sguardo al passato per fiondarmi alla scoperta del debutto omonimo della formazione estone.

Il viaggio alla ricerca dei punti di riferimento sonori degli Ulguränd ci porta prima a contatto coi loro connazionali Loits e Metsatöll e poi, attraversando il Baltico, con certi Finntroll e Moonsorrow. Tuttavia le radici del loro approccio al black metal non sono balto-finniche quanto scandinave, infatti tutte le principali caratteristiche della band si ritrovano nella produzione dei padri del viking-black norvegese; a uno sguardo più attento, ciò motiva la presenza di un certo tipo di grafica e di lessico caratteristici della formazione tarbata. Definire il proprio genere ragnarock’n’roll, avere un brano dedicato al cosiddetto crepuscolo degli dei e una drakkar in copertina (artwork firmato da Milda Dailidenaite) sono testimonianze non da poco del collegamento tra il quartetto legato al collettivo Pergerus e la citata tradizione peninsulare.

Le cinque tracce che compongono la scaletta di questo EP si mantengono su un minutaggio tutt’altro che eccessivo. I mid-tempo sono le soluzioni preferite dagli Ulguränd, momenti nei quali fanno sfoggio di un riffing semplice e melodico su cui il cantato di 695 e i cori di Kaarel si incastrano perfettamente. Già dall’apripista “Esimeste Laul” si capisce quale sarà la formula del quartetto, ma la scaletta di Ulguränd presenta una varietà tale da non annoiare con le stesse idee trite e ritrite, pur rimanendo coerente. In questa occasione, il mix e mastering operato dallo stesso bassista Kaarel assieme a Maddy di Form e Langenu evidenzia la crudezza generale, qualità esaltata che ha contribuito a far spiccare “Holmgang” all’interno del lotto.

Nel complesso, Ulguränd mette in luce senza tentennamenti tutti i pregi di un progetto underground come quello degli Ulguränd. Complice anche la sua durata contenuta, la prima prova del quartetto di Tartu si fa apprezzare da capo a coda senza soluzione di continuità e si presta, ne sono sicuro, a essere proposta dal vivo. Un giorno mi piacerebbe finire sotto al loro palco; nell’attesa, ricaccio ancora una volta questo EP nello stereo.

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