Umbra Noctis - Asylum | Aristocrazia Webzine

UMBRA NOCTIS – Asylum

Gruppo: Umbra Noctis
Titolo: Asylum
Anno: 2024
Provenienza: Italia
Etichetta: Drakkar Productions
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TRACKLIST

  1. I Cieli Piangono
  2. Incontro
  3. Sentiero 407 (Asylum)
  4. 3.14
  5. Green Eyes
  6. Anno Horribilis MMXX
  7. What If…?
DURATA: 40:14

Riemergono dalle nebbie padane gli Umbra Noctis. I veterani lombardi ci avevano lasciati nel 2017 con il notevole Via Mala, piccola perla di black metal cantato in italiano, caratteristica che li contraddistingue da sempre, ed esperimenti post-metal tendenti addirittura all’alternative rock. Sette anni dopo li ritroviamo sotto l’egida della transalpina Drakkar Productions (da non confondere con i tedeschi della Drakkar Records, più attivi in ambito heavy classico) con una formazione pressochè immutata e sette brani nuovi di zecca.

Fin dalle note iniziali de “I Cieli Piangono” traspare una novità evidente: il tempo trascorso ci consegna una proposta compatta e ben delineata, un black metal un po’ passatista dalle forti tinte depresse, teso più alla contemplazione che all’aggressione, in cui la violenza è dovuta a esplosioni di furia disperata e non a una direzione artistica predefinita. I testi sono sempre stati uno dei grandi punti di forza degli Umbra Noctis e tali rimangono: Asylum è pieno di poetiche riflessioni sulla falsariga di Via Mala, passando dai cupi rimpianti di “Incontro” o “What If…?” al ricorrente amore per la montagna di “Sentiero 407 (Asylum)”, nella quale la band dipinge un quadro allo stesso tempo desolato e rassicurante degno dei migliori nomi della scena. Dato il genere, può risultare sorprendente il lampo di positività di “Green Eyes”, in cui al degrado moderno spesso bersaglio degli strali del gruppo si contrappone uno slancio vitale irresistibile: «E talvolta mi chiedo se sia stato saggio metterti al mondo / Mi basta guardarti, ogni mattino, per esserne certo».

La produzione si allinea alle intenzioni musicali, fornendo un sound grezzo e scarno, con poche sovraincisioni, perfettamente in tema con la verve scarsamente in vena di sperimentazione di Asylum. Si distinguono due tracce particolari: la strumentale “3.14” (la cui durata di 3’12” manca di poco un involontario calembour numerico) dove viene concentrata la ricerca melodica che invece nei restanti episodi lascia spazio a un’attitudine quasi punk; e “Anno Horribilis MMXX” che si rivela la cover di “2020” dei Timoria, rappresentando il trait d’union ideale verso le ricerche alt-rock del disco precedente.

Asylum è un’opera sincera e diretta, frutto del lavoro e della passione di una band sempre difficile da imbrigliare in categorie precostituite. Gli Umbra Noctis hanno sempre fatto letteralmente quello che l’ispirazione del momento ha suggerito loro e il nuovo album non fa eccezione. I lettori che più apprezzano le atmosfere crude e il raw black metal troveranno un sicuro intrattenimento, agli altri consiglio comunque un ascolto in quanto ogni canzone ha il potenziale per risuonare con sentimenti che vanno oltre la musica pura e semplice.