UNANIMATED – Ancient God Of Evil

 
Gruppo: Unanimated
Titolo:  Ancient God Of Evil
Anno: 1995
Provenienza:  Svezia
Etichetta: No Fashion Records
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TRACKLIST

  1. Life Demise
  2. Eye Of The Greyhound
  3. Oceans Of Time
  4. Dead Calm
  5. Mireille
  6. The Depths Of A Black Sea
  7. Ruins
  8. Dying Emotions Domain
  9. Die Alone
DURATA: 39:09
 

Una tra le più valide e giustamente rimpiante etichette del panorama scandinavo diede alle stampe nel 1995 un disco che passò ingiustamente sotto silenzio e non ricevette le lodi che meritava. Il secondo full lenght degli Unanimated, gruppo in cui milita il noto Richard “Daemon” Cabeza (ex-Dark Funeral, ex-Dismember), è un disco che racchiude in sé tutti gli ingredienti tipici del death svedese, di impronta quindi notoriamente melodica.

Tematiche oscure, claustrofobiche, che vanno a svelare e mettere a nudo i più reconditi angoli della personalità umana, la quale viene sempre sconfitta dalla malvagità che permea l’esistenza stessa, contornate da un riffing chitarristico sempre potente, ma mai lanciato a folli velocità, e lo stesso dicasi per la parte ritmica, nella fattispecie un drumming precisissimo e nei giusti momenti rimpolpato dall’uso del doppio pedale, che però mai sfocia nella noiosità del cronico blast-beating. I nove pezzi che compongono "Ancient God Of Evil", tralasciando l’ottimo interludio strumentale rappresentato da "Mireille", si muovono tutti sulle stesse coordinate, a riprova di come non sia necessario inventare qualcosa di nuovo per lasciare ai posteri un disco di una freschezza ed ispirazione raramente rintracciabili in una scena satura come quella svedese di metà anni ‘90.

Una nota di particolare merito va alle liriche, in grado di tratteggiare in modo inquietantemente profondo lo sconforto di cui può finire preda l’animo umano; pezzi come "Dead Calm" o "Dying Emotions Domain" potrebbero essere scambiati per rimembranze di una psiche turbata e tormentata. Dall’opener "Life Demise" alla conclusiva "Die Alone" non c’è barlume di speranza, nessun possibile spiraglio di luce, soltanto un nero abisso di disperazione e di sconforto in cui far piombare la propria mente.

Piccola nota storica: l’anno successivo alla pubblicazione di questo piccolo monumento allo sconforto e all’instabilità della condizione umana, la band di Stoccolma si sciolse; è di fine 2007 l’insperata notizia di una reunion dei Nostri, con tanto di una vociferata lavorazione di nuovi pezzi in studio. Dopo tredici anni è impossibile prevedere cosa ne salterà fuori, ammesso e non concesso che le notizie siano attendibili. In aggiunta, proprio grazie ad una ripresa delle attività, la Regain Records ha ristampato di recente, nel Giugno 2008, entrambi i lavori del gruppo, ormai difficilmente reperibili.

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