UNANIMATED – In The Light Of Darkness

 
Gruppo: Unanimated
Titolo:  In The Light Of Darkness
Anno: 2009
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Regain Records
Contatti:

 Facebook

 
TRACKLIST

  1. Ascend With The Stench Of Death
  2. Retribution In Blood
  3. The Endless Beyond
  4. Diabolic Voices
  5. In The Light Of Darkness
  6. The Unconquered One
  7. Enemy Of The Sun
  8. Serpent’s Curse
  9. Death To Life
  10. Strategia Luciferi
DURATA: 45:46
 

Quattordici anni hanno atteso gli Unanimated per arrivare al varco del terzo album. Quattordici anni e un periodo di inattività che ha portato i diversi membri del gruppo a concentrarsi su esperienze anche del tutto estranee al mondo musicale dopo aver dato alle stampe quell’inestimabile "Ancient God Of Evil" nell’ormai lontano 1995.

Ecco quindi come si spiega l’impazienza che circonda questa release supportata dall’attivissima Regain Records, etichetta che dire orientata alle sonorità più classiche di matrice scandinava è riduttivo. Ma veniamo al dunque: il discorso viene ripreso esattamente dove era stato lasciato alla metà degli anni 90, senza cambi di rotta o novità di sorta apportate alla consolidatissima forma del death svedese più canonico e coerente. Quelle le sonorità, quelle le strutture, quelle le tematiche. All’alba del 2009, tutto ciò può far storcere il naso a molti, magari a ragion veduta, ma è altresì scontato dire che chi cerca qualcosa di diverso probabilmente eviterà a priori di lanciarsi nell’ascolto, visto il quartetto in questione. Quartetto, sì, perché all’appello manca Jonas Mellberg, lasciando al solo Jojje Bohlin l’onere delle sei corde; questo, seppur non in maniera preponderante, influisce non poco sul risultato dei brani di questo terzo album, che si presentano (vuoi complice anche il peso degli anni) quel tanto più privi di mordente, più tenui, più piatti, rispetto a quanto sarebbe stato lecito aspettarsi, proprio a causa di un minore protagonismo delle chitarre, oggi non più sporche e prepotenti come nei tempi che furono.

Non si può dire che il disco pecchi effettivamente in qualche punto specifico, ma è l’atmosfera generale ad essere impersonale, poco incisiva, quasi mestierante. Le buone prove ci sono, su tutte la titletrack, ma nel complesso il risultato è incapace di fissarsi in testa, i riff non trascinano l’ascoltatore in quel vortice di cattiveria, personalità e malessere che era invece di ordinaria amministrazione nei due predecessori. La produzione ha a sua volta la colpa di essere troppo pulita e uniforme, togliendo così alla strumentazione la possibilità di emergere in momenti di particolare personalità tuttavia presenti, (l’assolo di Death To Life ne è un ottimo esempio), specialmente per quanto riguarda la seconda parte del disco, infarcita di ottimi spunti. Il sound “marcio” che scaturiva dalle note di una Life Demise non è oggi che un lontano ricordo, a favore di una pulizia che oggi va tanto di moda (qualcuno ha detto Dimension Zero?) e che aveva già affossato illustri colleghi a suo tempo (i Centinex su tutti).

Tirando le somme, non si può dire che In The Light Of Darkness sia un brutto disco, anzi, ma è soltanto l’ennesimo disco nostalgico che risente delle nuove tecnologie e delle nuove possibilità delle sale di registrazione, decisamente non adatte a tale tipo di proposta.
Dispiace che a cascarci siano stati gli Unanimated.

Facebook Comments