UNATURAL DESASTER – Falling Into Abyss Of Hell

UNATURAL DESASTER – Falling Into Abyss Of Hell

Informazioni
Gruppo: Unatural Desaster
Anno: 2009
Etichetta: Hell On Earth Records
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Falling Into The Abyss Of Hell
2. Apocalyptic Tornados
3. Chariot of Death
4. Dogs Of War
5. Collateral Damage
6. Beast Is Coming
7. Ignorance in Fashion
8. Infected (Possessed)
9. Back To Hell
10. Lost Cause

DURATA: 26:20

Thrash metal da New York, i ragazzi degli Unatural Desaster sono una di quelle formazioni che crede ancora nel verbo dell’underground vivo e pulsante, fatto di autoproduzioni (in quanto facendo le cose da sé si evita la catena/label) così da poter comporre musica genuina: semplicemente metal.

Nell’intervista rilasciataci potrete quindi leggere la loro opinione sui vari punti all’ordine del giorno quali socialnetwork, p2p e supporto alla scena, questione su cui si dibatte ormai da anni.
L’album di cui scrivo è il loro terzo lavoro: “Falling Into The Abyss Of Evil”, non vi troverete produzione pulitina, riff intricati o chissà quale laccata, solo dieci brani composti con passione e voglia di suonare ciò che amano.
Old Style fino all’osso, tracce come “Back To Hell”, “Apocalyptic Tornados” o “Infected (Possessed)” vi riporteranno indietro agli anni in cui tutto ebbe inizio con i primi vagiti slayeriani o gli Overkill di “Feel The Fire”, riuscendo seppur con una registrazione a dir poco approssimativa a fornire una prova decisamente onesta.
Lo stesso J.S. ammette infatti d’aver registrato le parti di batteria in un seminterrato eseguendo e suonando per puro amore per la musica, nessun tipo d’innovazione è presa in considerazione, vi renderete conto che gli episodi sono contraddistinti da un incedere per nulla complicato o architettato a tavolino, bensì viaggiano sull’onda della spontaneità che rende il disco apprezzabile più per intenzione che per proposta.
Pensate a chi ancora oggi crede nel riunirsi in sala prova per una sonora scannata fra amici, a chi ancora crede fermamente che valga la pena andare ai concerti e soprattutto a chi compra i dischi: è la gente come gli Unatural Desaster, sono le band come loro che tentano ancora adesso nel duemiladieci di mantenere vivo uno spirito che si sta fottutamente perdendo anno dopo anno.
Se pensiate che una formazione la si possa considerare valida solo per la bravura con lo strumento in mano non vi consiglio d’ascoltarli ma facendo così oltre loro vi perdereste il piacere di conoscere migliaia di act che con il solo amore e la dedizione hanno donato linfa vitale al metal rendendolo grande, per i nomi non c’è bisogno che li citi, pensateci ci s’arriva da soli.

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