UNDER – Stop Being Naive

Gruppo:Under
Titolo:Stop Being Naive
Anno:2018
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:APF Records
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TRACKLIST

  1. Malcontents
  2. The Climb
  3. Traitor’s Gate
  4. Big Joke
  5. P.Irving
  6. Grave Diggers
  7. Happy
  8. An Inch Of Sun
  9. Circadian Driftwood
DURATA:47:17

Non posso negare che il nome Under non sia esattamente uno di quelli che restano impressi nella mente, complice la difficoltà nell’era della SEO di cercarlo e piazzarlo da qualche parte nella propria affollatissima e costantemente bombardata libreria interiore. Eppure, il trio originario di Stockport (area di Manchester) non si è lasciato intimidire da questo tipo di ostacoli, perseverando con notevole semplicità sulla strada del malessere.

Stop Being Naive è un disco denso come una palude, sporco come delle tubature intasate, profondamente malsano, ma non per questo privo di una certa varietà stilistica. Il trio inglese ha infatti evidentemente fatto propri gli insegnamenti di mostri sacri, come Melvins e Alice In Chains, riuscendo però a sfornare un’opera molto personale. L’influenza di Cantrell e soci è particolarmente forte nel cantato a più voci (“The Climb”), ma anche nelle marcissime parti di chitarra suonate da Simon Mayo. I testi, scritti dal bassista Matt Franklin, parlano di difficoltà, sofferenze (tante, come vediamo anche nel video di “Traitor’s Gate”), talvolta intervallate da un certo tipo di nonsense demenziale (“Grave Diggers”).

Non mancano momenti più marcatamente rock, come la parte iniziale di “P.Irving”, ma gli Under non ci fanno mai stare tranquilli per troppo tempo. Anzi! C’è della sporcizia quasi hardcore in “Happy”, ancora una dimostrazione della grande conoscenza della musica brutta per la band inglese, che però anche qui non si adagia banalmente su coordinate musicali univoche per tutta la durata del pezzo. La flebile speranza di trovare un po’ di riposo in “An Inch Of Sun” si scioglie in un soffocante marasma, prima di far calare il sipario con “Circadian Driftwood”, uno dei pezzi più veloci del lotto.

Con Stop Being Naive, in quasi cinquanta minuti di marciume, il trio di Manchester si prende ulteriore spazio negli ambienti stoner-sludge a suon di urla e malcontento, confermandosi uno dei nomi di punta della giovanissima etichetta britannica APF Records.

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