Underdark - Managed Decline | Aristocrazia Webzine

UNDERDARK – Managed Decline

Gruppo: Underdark
Titolo: Managed Decline
Anno: 2023
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Church Road Records
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TRACKLIST

  1. The Past We Inherit, The Future We Build (28th February 1972)
  2. Managed Decline I (1st April 1988)
  3. Employment (16th June 1993)
  4. Matrimony (27th December 1997)
  5. Raised For A World That No Longer Exists
  6. Enterprise (1st November 2004)
  7. Managed Decline II (2nd November 2004)
DURATA: 40:50

Tornano gli inglesi Underdark, a due anni di distanza dal debutto Our Bodies Burned Bright On Re​-​Entry che aveva riscosso parecchi consensi. Personalmente all’epoca non ero rimasto impressionato, ma le potenzialità c’erano. Il quintetto di Nottingham si ripresenta con una formazione invariata e forte di un nuovo accordo con Church Road Records, una discreta garanzia di qualità e soprattutto dell’immutata volontà di esplorazione del gruppo.

Come spesso accade per formazioni dalla connotazione fortemente politica, per valutare Managed Decline non si può prescindere dall’aspetto testuale: l’album è un concept dedicato a una città mineraria delle Midlands, dalla realtà dura ma solida degli anni ’70 alle lotte sindacali dei minatori, al thatcherismo e conseguente disastrosa caduta nel degrado del nuovo millennio. Ogni canzone è fornita addirittura di una data a indicazione del periodo storico di riferimento.

Dal punto di vista musicale gli Underdark hanno fatto passi da gigante. L’intero album sfoggia una commistione tra black, doom, post-core e sperimentazioni acustiche, presentata con una padronanza e una coesione rara tra gruppi così giovani. Blast beat furiosi si alternano e sovrappongono ad arpeggi atmosferici, breakdown improvvisi e ritmiche dispari, con la voce di Abi Vasquez che salta da un growl particolarmente gutturale a uno scream altrettanto sofferto e acuto, mentre declama l’amarissima discesa di una popolazione intera condannata dal governo all’inutilità sociale, rimasta senza via d’uscita in una spirale di disoccupazione, dipendenze, violenza, gravidanze non volute e tutto l’elenco di piaghe sociali che ha colpito le classi più basse inglesi dagli anni ’80 in poi. L’unica soluzione esposta nel finale è logicamente la fuga, l’abbandono delle radici per ricominciare da zero, trapiantarsi altrove senza paracadute di sorta.

Durante tutti i quaranta minuti traspare il senso di rabbia impotente, la sensazione di vuoto dei rari momenti di illusoria calma e la certezza che nonostante tutto il peggio debba ancora arrivare. Managed Decline già dal titolo tradisce il cuore del concetto: il resto del mondo ha deciso la tua distruzione come strato sociale, tutto quello che puoi fare è urlare la tua rabbia tra le rovine, e gli Underdark sono bravissimi nel rappresentarne ogni aspetto, con un album coeso, rabbioso e ben fatto.