UNDERFLOOR – Quattro

UNDERFLOOR – Quattro

 
Gruppo: Underfloor
Titolo:  Quattro
Anno: 2013
Provenienza:  Italia
Etichetta: Suburban Sky Records
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TRACKLIST

  1. Come Un Gioco
  2. Don't Mind
  3. Indian Song
  4. Lei Non Sa
  5. Linea Di Confine
  6. Solaris
  7. Intorno A Me
  8. Stomp
  9. L'Uomo Dei Palloni
  10. Sul Fondo
DURATA: 39:52
 

I toscani Underfloor sono già stati nostri ospiti, il sottoscritto ha avuto il piacere di recensire il loro terzo album "Solitari Blu" e di intervistarli. In questo 2013 ho occasione di entrare in contatto con "Quattro", il nuovo album che conferma le buonissime impressioni lasciatemi nel recente passato.

La qualità più intrigante del disco risiede nel suo essere costantemente ricco di sfaccettature sonore, difatti è impossibile rinchiudere la band all'interno di un genere preciso. Il rock proposto sa essere cantautorale, popolare e allo stesso tempo giocare con le evoluzioni del prog settantiano e fasciarsi con la raffinatezza di certi atteggiamenti jazz, lasciandosi così aperta ogni possibilità di variare e far fluire al suo interno chissà quale soluzione tesa ad arricchire sia la prospettiva strumentale che quella atmosferica. Fascino, sì: i pezzi ne sono letteralmente ammantati, sarà per le melodie che sembrano nascere in maniera così genuina e improvvisata, sarà per quell'animo un po' melancolico, un po' giocoso e a momenti lievemente psichedelico che tiene incollato l'orecchio.

Di brano in brano si succedono "Come Un Gioco", "Indian Song", "Stomp", non te ne sei neanche accorto e sei già arrivato alla fine, passando attraverso due episodi strumentali perfettamente amalgamati nel contesto come "Solaris" e "L'Uomo Dei Palloni", i quali rendono ancor più sognante e ammaliante l'ambientazione. "Quattro" emana calore, sensazione rafforzata dalle continue vibrazioni fornite dalla chitarra di Marco Superti, dalla stupenda ed elegante prova di Giulia Nuti che adorna i pezzi con la sua viola, dalle indovinate intrusioni elettroniche e dagli effetti che vanno a fornire un'ulteriore carica d'etereo al canto di Guido Melis. A tutto ciò poi si aggiunge la perpetuata scelta di registrare utilizzando esclusivamente tecnologia analogica.

Gli Underfloor sanno quali sono i loro obiettivi e in altrettanta maniera conoscono ciò che serve loro per raggiungerli, questo disco ne è la riprova. Sono una realtà decisamente da seguire e da valutare anche in sede live, aspetto che certamente diverrà fondamentale per coloro i quali decidano di intraprendere, o continuare a percorrere, i loro sentieri lastricati di note. E come farlo se non ascoltandone le pubblicazioni? Perché andare a cercare proposte alternative fuori dai nostri confini se abbiamo formazioni come questa che non hanno nulla da invidiare a compagini più celebrate? Prendete quindi in considerazione il pensiero di far vostro "Quattro", è ancora un centro pieno quello fatto registrare dai toscani, sono bravi, davvero bravi.

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