UNDIVIDED – Until Death | Aristocrazia Webzine

UNDIVIDED – Until Death

Informazioni
Gruppo: Undivided
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/undivided1997
Autore: Mourning

Tracklist
1. No Hope
2. Thanks For Nothing
3. Don’t Come Near Us
4. Caught On The Outside
5. American Burnout
6. The Time Is Today
7. You’re Just A Memory
8. Left To Rot
9. Until Death
10. Welcome Home (bonus track)
11. One Thing I’ve Got (bonus track)
12. Vendetta (bonus track)

DURATA: 31:42

UNDIVIDED - Until Death Gli Undivided fanno parte dell’underground americano sin dalla seconda metà degli anni Novanta, la band si era sciolta nel 1998 per poi riformarsi nel 2006, dei founder è rimasto in line-up solo il cantante chitarrista Dante Scioscia in passato membro delle realtà death metal newyorkesi ormai scomparse Mutilation e Decomposed supportato dal trio composto da Max Velez (basso, voce), Frank Vaturina (batteria) e Nick Koykas (chitarra).
Nel 2009 dopo aver rilasciato un solo ep omonimo esce “Until Death”, il sound della band è un thrash/crossover dove il groove è componente fondamentale del massiccio corpo sonoro, talmente pesante che se non fosse per l’attitudine di base meno estrema in certi casi sembrerebbe proprio di aver a che fare con gli Obituary.
Il disco è di quelli vivaci e indiavolati, contate che dodici pezzi durano poco più di una trentina di minuti, quando si parla oggi di core molti pensano a quei prodotti carichi di break down, lasciate perdere, questa è altra storia che attinge prettamente dal passato con influenze Slayer più che percettibili e una vena stradaiola hardcore che ricorda grandi nomi come i D.R.I. e gli S.O.D., certo gli Undivided concedono un ampio spazio ai solchi groove profondi ma questo può essere solo un vantaggio dato che da vita a un connubio semplice ma esaltante.
Brani come l’accoppiata d’apertura “No Hope”, “Thanks For Nothing” rappresentano in toto quello che il platter ha da offrire, il reparto vocale alterna una tonalità aspra e severa con un’altra più vivace e punkish, le chitarre inanellano un riff dietro l’altro passando da splettrati veloci a ritmiche frantuma ossa riuscendo a mantenere le due nature sempre in costante contatto senza che l’una diventi un peso per l’altra.
“Caught On The Outside” è un macigno, pesante e prorompente, “American Burnout” n’è il contraltare, parte in quarta sfruttando la sua breve vita per mantenersi su tempistiche più accelerate.
L’ombra di “Criminally Insane” si adagia su una “You’re Just A Memory”, quest’aspetto non toglie comunque il piacere di scapocciarci su e la voglia di farsi spezzare il collo dal girare vorticoso continua con “Left To Rot”, gli Undivided hanno intatto lo stile e il modo di esporsi delle formazioni del finire anni Ottanta, primi Novanta zero fronzoli e tante bastonate, inutile girarsi i pollici se puoi colpire duro sapendo come fare e “Until Death”, titletrack dell’album, incarna perfettamente questo modo di far musica.
Le ultime tre canzoni sono inserite a titolo di bonus tracks, “One Thing’s I’ve Got” è quella che mi ha più preso ricordandomi alcune soluzioni Biohazard.
E’ decisamente un lavoro riuscito “Until Death”, chi segue la frangia thrash/core più ruvida non si lasci scappare quest’uscita, peraltro sembra che gli Undivided siano già in procinto di elaborare un nuovo disco quindi a breve si potrebbe avere materiale fresco con cui trastullarsi, non ci resta che attendere e rimandare on air “Until Death” ancora una volta.