UNFOLD – Cosmogon

 
Gruppo: Unfold
Titolo:  Cosmogon
Anno: 2011
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: Division Records
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Erebe
  2. Hemere
  3. Hystrion
  4. Hexahedron
  5. Ethera
  6. Eschaton
DURATA: 38:35
 

Che la scena post/hardcore abbia raggiunto dei livelli di notorietà e di credibilità altissimi lo si può riscontrare dal numero di grandi band che hanno in questi anni disseminato il proprio seme dando vita a una miriade di cloni ma anche a realtà di grande interesse. Una delle formazioni che gli assidui fruitori di questo panorama attendeva al varco è sicuramente quella degli svizzeri Unfold.

Non si sentiva parlare di loro da ormai sin troppo tempo, sono passati ben undici anni dal debutto "Pure" (2000) che li vedeva all'interno del roster della Division Records, otto invece dal secondo e da molti osannato come capolavoro "Aeon-Aony" rilasciato in autoproduzione e lanciato sul mercato statunitense tramite la Earache Records.

Sarà un caso che per far esplodere la terza bomba intitolata "Cosmogon" siano ritornati sotto l'ala della Division Records? A mio parere no. L'etichetta è una fra le migliori nell'ambito e di certo nomi come Dirge, Knut e Rorcal bastano a far venire l'acquolina in bocca agli appassionati, non ci poteva essere accoppiata migliore per questo come-back.

"Cosmogon", sei brani, sei piccoli gioielli ricchi di sfaccettature, esaurienti nel dare risposte fulminanti per l'impatto con cui si schiantano contro l'orecchio o per la capacità di produrre una sorta di adimensionalità che nei frangenti eterei diviene perdurante, è un fiume che al batter di ciglio s'ingrossa straripando rabbiosamente oltre gli argini o s'addormenta placidamente lasciando che il suo letto faccia da contenitore alla tranquillità fornita dall'acqua a specchio. Ci si può fidare di una situazione così imprevedibile e umoralmente instabile? Assolutamente no, è proprio questo il bello del disco, le tracce come concatenate nell'esporre gli eventi s'infiammano sfociando nell'infervorato canto grattato all'inverosimile di Danek.

"Erebe" la canzone che apre le danze, raccoglie in sè l'essenza completa degli Unfold, i cambi caratteriali con cui si espone sono evidenti e a più riprese, "Hemere" ripartendo da quelle coordinate piomba la situazione con un riffing ancor più profondo e massiccio, l'introspezione acida di "Hystrion" lascia il passo alle coordinate molto più minacciose e ruvide di "Hexahedron", sono la preparazione adeguata per accingersi alla portata pesante racchiusa in scaletta: "Ethera", tredici minuti nei quali il gruppo fa letteralmente ciò che gli pare sia per quanto riguarda l'approccio emotivo che quello strumentale costruendo e decostruendo le proprie idee sino a chiudere i giochi con l'ipnotico, martellante e oscuro incedere di "Eschaton".

Sono tornati, sono in grandissima forma e "Cosmogon" renderà accese le discussioni su quale dei tre album sinora pubblicati sia davvero il migliore, sì perché questo terzo capitolo come avrete capito non è per nulla inferiore a ciò che l'ha preceduto e chissà che dopo varie sessioni d'ascolto non risulti essere il loro nuovo capolavoro? Bando alle ciance, l'unica cosa che posso consigliare è di farlo vostro sperando non ci vogliano altri otto anni per vedere un altro disco targato Unfold, una certezza che sino a questo momento vanta un tre su tre praticamente perfetto.

Facebook Comments