UNISON THEORY – Arctos

 
Gruppo: Unison Theory
Titolo: Arctos
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Time To Kill Records
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TRACKLIST

  1. Deepeye
  2. Omega
  3. Arrigetch: The Devil's Passage
  4. Project Shockwave
  5. Grendel
  6. Level 4
  7. Polar Sentinel
  8. The Price Of Eternity
DURATA: 36:00
 

Gli Unison Theory hanno tirato fuori una bella bomba! "Arctos" è il primo disco della band, un concept basato sul libro "Ice Hunt" pubblicato nel 2003 da James Rollins, la cui storia viene riassunta con tali parole:

«Ricavata da un'isola di ghiaccio mobile grande due volte gli Stati Uniti, la Ice Station Grendel (lett. "Base Glaciale Grendel") era rimasta abbandonata per più di settanta anni. Partorita dalle più geniali menti malate dell'ex Unione Sovietica, era stata progettata per essere inaccessibile e virtualmente invisibile. Ma un vascello di ricerca sottomarina Americano ci si è inavvertitamente spinto troppo vicino; e qualcosa è stato avvistato muoversi all'interno di quella struttura presumibilmente deserta, qualcosa la cui sopravvivenza sfida ogni singola legge della natura. E ora, mentre scienziati, soldati, membri dell'intelligence e insospettabili civili sono trascinati nel vortice letale della Grendel, verranno prese le misure di sicurezza più estreme per proteggere i suoi misteri; poiché le terribili verità rinchiuse e sommerse all'interno di mura di ghiaccio e acciaio potrebbero porre fine alla vita umana sulla Terra.»

Tutto quanto pare studiato per offrire una forma musicale ideale al racconto: l'approccio tecnicamente invidiabile; la sensazione talvolta fredda e rancorosa generata da una prestazione di stampo moderno che ingloba death metal tecnico, derive hardcore, thrash metal e tratti melodici, talmente bastarda da ricondurre a una serie diversificata di nomi quali Meshuggah, Obscura, Decapitated (quelli di "Organic Hallucinosis"), Revocation e Symphony X; l'aspetto grafico rappresentato dalla copertina realizzata da Daniele Gasparini, che rimanda inequivocabilmente all'opera letteraria dello scrittore statunitense.

La prova dei Nostri è convincente: "Omega" è dotata per esempio di un ottimo lavoro di batteria e di una chitarra che si lancia in fughe solistiche tutte da apprezzare; proprio in quel frangente incrociamo la prima delle varie partecipazioni esterne con Rafael Trujillo degli Obscura a metterci lo zampino. In seguito si viene letteralmente inghiottiti dal dinamismo di "Arrigetch: The Devil's Passage", piacevole per la capacità di alleggerire il peso di una ritmica in costante elaborazione con sparute inserzioni dall'appeal melodico, e da "Project Shockwave", alla quale prende parte Tommaso Riccardi dei Fleshgod Apocalypse con la sua voce; poi si è colpiti dalle inflessioni thrash chiaramente percettibili all'interno di "Grendel", venendo infine catturati dal classicismo progressivo della sei corde e dai tratti sinfonici che adornano "Polar Sentinel" o dall'inattesa comparsa del violino di Donato Cipriani nella quieta conclusione di "The Price Of Eternity".

La prestazione strumentale è gelida e meccanica, con il cantato continuamente in modalità ringhiante, privo di compromessi e urlato di Alexander Starstev che acuisce tale impressione. A seconda dell'ascoltatore, questa inumanità e l'assenza di calore potrebbero divenire l'arma in più o il difetto maggiore di "Arctos".

A conti fatti, trovo ci sia davvero poco o nulla da recriminare a un esordio di simile caratura. Segnalando anche l'ottimo lavoro dal punto di vista della produzione, affidata a Marco Mastrobuono (Buffalo Grillz, The Orange Man Theory e Hour Of Penance) presso i Kick Recording Studio, e del mastering curato da Wojtek e Slawek Wieslawski agli Hertz Recording Studio, ve ne suggerisco caldamente l'ascolto e l'acquisto.

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