Il power metal secondo il circolo dōjin Unlucky Morpheus

UNLUCKY MORPHEUS – Change Of Generation

Gruppo: Unlucky Morpheus
Titolo: Change Of Generation
Anno: 2018
Provenienza: Giappone
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Cambio Di Generazione
  2. Knight Of Sword
  3. Cadaver
  4. Revadac
  5. Kizasi
  6. 虚妄の恋人 [versione 2018]
  7. 鎮昏歌
  8. Spartan Army
  9. Wings [versione 2018]
  10. Black Pentagram
  11. Change Of Generation [versione 2018]
  12. 囚われの僕ら [versione Unlucky Morpheus]
  13. 願いの箱舟 [versione Unlucky Morpheus]
DURATA: 56:47

In dieci anni di carriera, gli Unlucky Morpheus hanno prodotto una serie decisamente corposa di uscite tra album, ep, collaborazioni e perfino remix in versione eurobeat. Change Of Generation è il loro secondo lavoro del 2018, in cui sono presenti sia canzoni inedite che altre rielaborate in una nuova versione.

Prima di analizzare l’album, è bene capire di che tipo di band stiamo parlando: gli Unlucky Morpheus sono definibili come un circolo dōjin, ossia un gruppo di persone che pubblica in maniera indipendente materiale di vario genere, in questo caso in ambito musicale; le produzioni di questi circoli sono spesso (ma non sempre) derivate da opere più note, generalmente facenti parte della cultura otaku e vendute a fiere come il Comiket. L’ispirazione per il gruppo guidato dal chitarrista Shiren e dalla cantante Fuki — come per molti altri — arriva dalla serie videoludica Touhou Project, della quale ha riarrangiato svariate tracce della colonna sonora; Change Of Generation, tuttavia, è un disco di brani originali.

L’ora di musica contenuta nell’album è costituita principalmente da un power metal neoclassico-sinfonico, nel quale le melodie tipiche della variante nipponica del genere vengono sostenute da una base solida e vigorosa e da una prestazione pressoché impeccabile di tutti i membri, insieme alla volontà di fare qualche passo oltre gli schemi prestabiliti. Pezzi come il singolo “Black Pentagram”, “Kizasi” e “虚妄の恋人” (“Kyomō No Koibito”) mostrano l’aspetto più aggressivo del gruppo, inserendo elementi estremi quali blast beat e scream in accompagnamento alla voce femminile energica di Fuki; d’altra parte, la strumentale “Spartan Army” si avvicina al mondo prog, sfruttando le competenze tecniche dei musicisti con un sorprendente duetto tra basso e violino. L’esperimento più interessante, tuttavia, è quello che ha dato vita all’accoppiata formata da “Cadaver” e “Revadac”: le due tracce, pur essendo diverse fra loro, condividono un unico spartito, suonato prima normalmente e poi al contrario; ascoltando attentamente, infatti, è possibile riconoscere parti di chitarra rovesciate tra una canzone e l’altra.

Al di là dei casi eccezionali, gli Unlucky Morpheus dimostrano di saperci fare con la propria materia prima: “Knight Of Sword” e la title track sono ottimi esempi di power metal dai toni neoclassici, mentre “鎮昏歌” (“Requiem”) e “Wings” sfoggiano rispettivamente l’abilità del gruppo di lavorare sia con pezzi lenti e malinconici, sia con altri più dinamici. La coppia di brani posta in chiusura della scaletta, infine, è presa in prestito dal progetto Freedom Creators, al quale diversi membri di questa band partecipano; tra i due spicca particolarmente il conclusivo “願いの箱舟” (“Negai No Hakobune”): l’atmosfera eterea e fiabesca ricreata dall’emozionante collaborazione tra la voce di Fuki e il violino di Jill è indubbiamente uno dei picchi qualitativi dell’album.

In Change Of Generation è possibile percepire tutta l’esperienza dei componenti, derivata sia dagli stessi Unlucky Morpheus che da altre realtà più o meno note quali Light Bringer, Galneryus e 妖精帝國 (Yousei Teikoku); per il chitarrista Shiren in particolare, dopo l’abbandono dell’ultima delle realtà citate causato da una tenosinovite, l’uscita di questo lavoro è un ottimo modo per tornare sulla scena musicale con una performance assolutamente sopra le righe, soprattutto per quanto riguarda gli assoli. Ascolto consigliatissimo ai fan del power metal di scuola giapponese.