UNSILENT – Black Spell Session

 
Gruppo: Unsilent
Titolo:  Black Spell Session
Anno: 2010
Provenienza:  Cile
Etichetta: Australis Records
Contatti:

Non Disponibili

 
TRACKLIST

  1. Intro
  2. La Poderosa Muerte
  3. A Morbid Obssession
  4. The Return Ov Sin
  5. Godless Life
  6. The Realm Inside
  7. I Am Holocaust
  8. Manifesto
  9. Shadows Ov Death
  10. Unsilence
  11. Storms
  12. Black Spell Ov Death
  13. Bitter End [cover Placebo]
  14. Pure Evil And Hate [cover Behemoth]
DURATA: 01:06:17
 

I cileni Unsilent sono uno dei tanti casi in cui una realtà che ha preso vita come una band di più elementi per vari motivi si riduce a divenire un progetto solista. Sorti nel 2004 hanno perso un pezzo alla volta sino a quando è rimasto il solo Ea fondatore a condurne l'operato.

In passato avevano già rilasciato demo e un disco autoprodotto, è però con "Black Spell Session", che riprende il titolo dell'ep rilasciato nel 2009 e che da esso trae anche parte della scaletta in condivisione proprio con l'album "The Return Of Sin", riducendo il numero dei pezzi realmenti nuovi ed estranei sinora a qualsiasi altra uscita alla solitaria unità di "La Poderosa Muerte", che tornano in pista.

Il lavoro possiede più anime, è papabile l'influenza di gente come Burzum, il settore atmosferico in genere ha spazio ampio in brani quali la già citata e "I'am Holocaust" nella quale una lieve e serpeggiante ombra depressiva si fa strada fra sentori epici e sferzate thrash inaspettate. Non mancano però gli sforzi più metallicamente inclini al grezzume che vengono esaltati nell'accoppiata post opener che vede in sequenza "A Morbid Obsession" e "The Return Ov Sin" e da "The Realm Inside", per quanto si sia solo a metà strada o poco più gli argomenti per intrigare più ascoltatori "Black Spell Possession" sembra averli e volerli rivelare con la dovuta calma e furbizia.

Di sicuro c'è che le tracce convivono con una visione alquanto ortodossa dello stile che si rifà agli anni Novanta, non ci sono esperimenti e soluzioni ricollegabili alle ultime tendenze che tanto spopolano nell'ambiente, soprattutto evita le ormai strabusate uscite al di fuori del mondo metal. È una proposta non corrotta dal mercato, il ronzio delle chitarre è stridente, la produzione non male con quel gusto retrò, ma che esula dall'essere volutamente caotico e inascoltabile come quella di sin troppi progetti in serie limitata più inutili di un sottobicchiere.

"Black Spell Session" continua nel suo martellare evocante sensazioni delle decadi trascorse, vomita odio in pezzi come "Shadows Ov Death", pesta come un matto in "Unsilence" e abbandona la scena chiudendo la sua missione di morte con due cover: una dei Placebo (eh? perché?…chi gliel'ha fatto fare?), "Bitter End", episodio che già ritengo osceno in originale quindi preferisco non esprimermi in merito, e una dei Behemoth del periodo black, quelli di "And The Forests Dream Eternally", "Pure Evil And Hate" che non sposta di una virgola i valori espressi né in positivo, né in negativo, trascurabile.

Si poteva fare di più? Probabilmente sì, è giusto far conoscere a chi non era entrato in contatto con questa realtà quello che è il suo recente passato a cui è stata data una forma unica, tuttavia gli Unsilent continuano a essere bloccati, un vero e proprio punto morto. Vedremo solo in futuro quale sia la reale pasta di cui è fatto il progetto di Ea, per ora ha sfruttato ciò che aveva in cantina, da domani toccherà confermare questa discreta prova, attendendo e sperando che i prossimi frutti siano quantomeno degni di dare un seguito a "Black Spell Session".

 

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