UNTIL DEATH OVERTAKES ME – Days Without Hope

UNTIL DEATH OVERTAKES ME – Days Without Hope

 
Gruppo: Until Death Overtakes Me
Titolo: Days Without Hope
Anno: 2009
Provenienza: Belgio
Etichetta: Marche Funebre Productions
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Cruel
  2. They Never Hope
  3. Careless, Painless, Far Away
  4. This Dark Day
  5. Departure
  6. T.D.D. [reprise]
DURATA: 01:13:51
 

Stijn Van Cauter: genio o solo un iperattivo? Domanda che mi sono più volte posto, quando fra le mani mi capita un suo lavoro. Il signore in questione ha un'infinità di progetti (Beyond Black Void ed Ethereal sono i primi che mi vengono in mente), ha collaborato live con i Pantheist e sforna dischi forse con troppa rapidità. E lì potrei dire casca l'asino, perché finora per quanto ci fossero stati dei cali compositivi Stijn non aveva deluso le aspettative, o almeno non quanto con questo nuovo capitolo Until Death Overtakes Me dal titolo (presagio?) "Days Without Hope".

Il lavoro in realtà potrebbe definirsi un raccolta di brani noti e meno noti in versione rivisitata, gli episodi infatti appartengono alle prime pubblicazioni, come lo split "U.D.O.M. / I Dream No More", sino ad arrivare a "Symphony II – Absence Of Life". Questo fa porre già un quesito: perché riproporli? Voglia di innovarli? Sembrerebbe di sì, visto che il suono vira decisamente rispetto alla canonica onda caotico-entropica a cui eravamo abituati. Non sono infatti più i sintetizzatori a reggere le sorti del percorso musicale, vengono posti in secondo piano, dando libero raggio di azione alle sei corde che, per quanto più evidenti e possenti, non si inquadrano col senso dronico e mistico-viaggiante del passato, anzi lo annientano, creando una monotonia che tende a imprimersi nell'udito.

Il cantato come suo solito si limita a quella parvenza di masticato incomprensibile, ma che si incastrava alla perfezione nella fossa profonda scavata originalmente in "Careless, Painless Far Away" o "They Never Hope", mentre messo in risalto qui proprio non dona. Purtroppo non lo salva neanche il valore emotivo delle tracce: se la stessa "Careless, Painless, Far Away" e "Departure" tentano di alzare la testa, ognuna con le peculiarità che le contraddistingono, questo risulta essere davvero poca cosa. La carezzevole dolcezza della prima e la minacciosità della seconda sono inquadrabili come meri fuochi di paglia.

Le tracce nuove, "Cruel" e la versione reprise di "This Dark Day", sono prive di quell'enfasi e vivono di una autocitazione continua; l'anima ambient che dovrebbe caratterizzarle diviene un modo semplicistico e sbrigativo di esporre idee che non reggono. La somiglianza fra le due è sin troppo notevole, tanto che una potrebbe essere il clone dell'altra. Il risultato unico che se ne ricava è di non attenderne la conclusione.

Con tutta la buona volontà e l'impegno messo nell'ascoltare "Days Without Hope", non posso che ritenermi insoddisfatto: dopo un "Prelude To Monolith" fantastico e "Symphony III – Monolith" che era ben più che sufficiente, pare proprio che l'ispirazione di Stijn sia in fase nettamente discendente. Chi conosce e ama la band tenti comunque l'approccio, per poter dire la propria; chi invece non avesse incrociato ancora gli Until Death Overtakes Me rivolga lo sguardo verso i lavori precedenti, potrà così apprezzare le reali qualità delle opere di casa Van Cauter.

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