UPIR – Possession

 
Gruppo: Upir
Titolo:  Possession
Anno: 2012
Provenienza: Polonia
Etichetta: Eastside
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Ritual I
  2. The Blinds Of Winter Storms
  3. Rats
  4. Satanic Curse
  5. Possession
  6. Ritual II
DURATA: 22:16
 

Ho notato che negli ultimi tempi, qui su Aristocrazia, abbiamo assistito al passaggio di una curiosa quantità di band Black Metal provenienti dall'Europa dell'Est, Polonia in particolare, se non erro. Perchè non proseguire dunque sulla stessa scia con il debutto degli Upir? Il duo composto da Herr Legion (responsabile di voce e testi) e Herr Skogen (curatore di tutti gli strumenti) però, contrariamente a quanto spesso accade al Black Metal proveniente da quelle lande, non è politicamente schierato (e se lo è non lo lascia intendere, ecco), preferendo invece argomenti satanico/antireligiosi di natura più canonica.

Ci introduce in questo lavoro l'atmosfera sinistra, ancestrale e demoniaca di "Ritual I" che, con "The Blinds Of Winter Storms", si tramuta presto nell'espressività oscura e primordiale che ben conosciamo: i Mayhem, i Satyricon più gelidi e i Darkthrone rimangono riferimenti imprescindibili per chiunque si cimenti nel suonare la forma più classica del Black Metal. Il suono non concede tregua, è basso, grezzo, tagliente, malvagio e il timbro vocale impiegato, soprattutto nei momenti più "sgolati", non potrà che riportare alla memoria Nocturno Culto, al punto che molte volte mi sono mentalmente preparato a sentir uscire da quella gola contorta l'agghiacciante "the eye of Satan", espressione in cui il caro norvegese si produceva in un pezzo come "Quintessence". Gli Upir sono comunque in possesso di una discreta capacità di variazione, fatto facilmente riscontrabile in episodi come "Possession" e "Rats", schegge di malignità che ruotano attorno a tempi non soltanto furiosamente veloci, un andamento tale da lasciar fluire anche un certo sviluppo atmosferico ribollente di pece e zolfo.

Un punto che potrei contestare nel lavoro svolto dal duo polacco potrebbe essere il fatto che ben tre pezzi su sei, costituenti più di un terzo dello scarso minutaggio complessivo, sono soltanto intermezzi. Tralasciando "Ritual I" e "Ritual II", rispettivamente intro e outro, la scelta di piazzare un pezzo "da chiusura" come "Satanic Curse", senza nulla voler togliere alla visione oscura e diabolica evocata, in centro alla tracklist, spezzando così il ritmo del prodotto, mi pare una scelta non proprio felice. Tutto sommato, comunque, "Possession" è un EP onesto e senza fronzoli, una prova canonica e schietta che potrà essere un ascolto interessante per tutti coloro che pasteggiano giornalmente con le portate più tipiche della tradizione Black Metal.

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