UREAS – The Black Heart Album

 
Gruppo: Ureas
Titolo: The Black Heart Album
Anno: 2015
Provenienza: Danimarca
Etichetta: MiG Music GmbH / Hänsel & Gretel
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TRACKLIST

  1. Hello
  2. The Seven Deadly Sins
  3. Black Heart
  4. Seal This Moment
  5. V For Victory
  6. For Who You Are
  7. The Valley Of The Shadow Of Death
  8. Shut The Fuck Up
  9. It's All Around Me
  10. All Alone Am I
  11. Epistula
DURATA: 59:41
 

Le presentazioni in pompa magna sono spesso un'arma a doppio taglio, poiché dovrebbero attirare l'interesse dell'ascoltatore, ma spesso e volentieri finiscono per deluderlo più di quanto potesse presagire, anche nel caso in cui il disco ascoltato sia tutt'altro che malvagio. È il caso di quanto accaduto al sottoscritto, ascoltando il secondo lavoro degli Ureas intitolato "The Black Heart Album".

La compagine guidata dalla coppia di artisti e coppia nella vita formata da Per e Heidi Johansson, entrambi nel ruolo di cantanti, si presenta al pubblico forte di una formazione che vede al basso Mike LePond (Symphony X), alla chitarra ritmica Jacob Hansen (Invocator, Pyramaze, Beyond Twilight e Anubis Gate), alla solista Reece Fullwood (Eumeria e Mask Of Judas) e alla batteria Michael Pitman (Xerath e The Custodian). Anche l'ottimo lavoro di produzione e mastering curato da Tommy e Jacob Hansen presso i loro Hansen Studios si fa valere.

E la musica? Alla fine della fiera è ciò che conta davvero e gli Ureas sembrano avere un mare di idee, tanta voglia di fare e di esprimersi, ma non una direzione precisa da seguire. Il gruppo mostra di saper realizzare buoni pezzi, sfruttando il lato sinfonico e atmosferico in episodi come "The Seven Deadly Sins", "It's All Around Me" ed "Epistula", di essere capace di infondere groove nella più scura "Black Heart" o di andare dritto al punto, intensificando l'aggressività in dote alla rocciosa "V For Victory" e "Shut The Fuck Up". Il problema è che questo continuo cambio di movenze e genere, questo navigare in parte nel mondo power e sinfonico, in parte in quello progressive e nu-metal, rende l'operato troppo eterogeneo e dispersivo. Il più grosso difetto di questo "The Black Heart Album" sta quindi nel possedere troppa carne al fuoco, tanto che alle volte sembra quasi sia un impasto di lavori rilasciati da band differenti.

Seppur siano di per sé apprezzabili presi singolarmente, i brani non risultano poi così avvincenti, ancor meno se ascoltati assecondando la scaletta, e ciò danneggia sia quanto di buono offerto in sede vocale da Per e da Heidi (quest'ultima più a suo agio nei momenti delicati e rilassati, come quelli inclusi in "Seal This Moment" e "For Who You Are") sia un complesso strumentale a cui non è che si possa rimproverare più di tanto. Ciò ridimensiona in negativo il valore di un disco che avrebbe potuto tranquillamente guadagnarsi ben più che una striminzita e ingloriosa sufficienza.

In conclusione, per il progetto danese è un'occasione persa: certamente un'estemporanea visita nello stereo può essere concessa a un album simile, tuttavia nutro forti dubbi sulla possibilità che si possa andare oltre.

 

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