USURPRESS – The Regal Tribe

 
Gruppo: Usurpress
Titolo: The Regal Tribe
Anno: 2016
Provenienza: Svezia
Etichetta: Agonia Records
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TRACKLIST

  1. Beneath The Starless Skies
  2. The One They Call The Usurpress
  3. Across The Dying Plains
  4. The Mortal Tribes
  5. The Halls Of Extinction
  6. Throwing The Gift Away
  7. Behold The Forsaken
  8. On A Bed Of Straw
  9. The Sin That Is Mine
  10. In The Shadow Of The New Gods
DURATA: 39:29
 

Gli Usurpress hanno da poco pubblicato il loro terzo disco e io potrei iniziare la recensione con questa frase estratta da quella del precedente "Ordained", curata da Bosj: «ciò che più colpisce di questo album, tuttavia, è la capacità del quartetto di Uppsala di divertire e intrattenere senza in realtà fare qualche cosa di davvero particolare o diverso rispetto a tanti altri». Al tempo ero pienamente concorde con l'affermazione del mio collega, mentre oggi reputo sia ancora oggettivamente vero che gli Svedesi non abbiano composto nulla di particolare o diverso da tanti altri, il problema nella specifica circostanza sta nel fatto che non c'è poi tantissimo di divertente in questo "The Regal Tribe".

Ultimo lavoro con Calle Andersson dietro le pelli (al quale è subentrato Matte Modin), l'album prosegue nell'esplorazione di aree sonore non esclusivamente di natura crust-death o calpestanti il suolo doom maggiormente legato al metal della morte (elementi ben presenti in episodi come "Across The Dying Plains", "The Mortal Tribes" e "Behold The Forsaken"), come già avvenuto con il secondo e già discretamente versatile lavoro. La prova si fa apprezzare, almeno per lo sforzo, con "Beneath The Starless Skies" che include sia l'animo più rude e scontroso del suono sia sonorità più ipnotiche; annoia invece grazie agli innesti pretenziosamente melodici disseminati in scaletta e a causa di due strumentali ("The Halls Of Extinction" e "On A Bed Of Straw") che — per quanto funzionali e ben incanalati nel contesto — si sarebbero anche potuti evitare.

Il disco gira nel lettore senza brillare particolarmente, alle volte entusiasmando per genuinità e grinta, altre scadendo improvvisamente nella banalità di fraseggi e decelerazioni ascoltate un'infinità di volte. L'atmosfera più torva e sinistra che lo avvolge non dispiace e la produzione pulita garantita da Lawrence Mackrory dietro la consolle ben si sposa con la musica, ma il tentativo di conferire alla proposta un lato melodico più vistoso, espresso anche tramite gli impalpabili assoli di Påhl Sundström, e la concessione talvolta a una maggiore orecchiabilità proprio non vanno giù.

"The Regal Tribe" con tutta probabilità permetterà agli Usurpress di allargare ulteriormente il bacino di utenza dal quale potersi far conoscere e ricevere riscontro, rischiando però di allontanare definitivamente i fan della prima ora. Del resto si sa che chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova; a meno di ripensamenti, è probabile che in futuro i ragazzi continuerranno a battere questa via.

 

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