UTAH – Utah

UTAH – Utah

 
Gruppo: Utah
Titolo:  Utah
Anno: 2013
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Bisontennial
  2. Chickamagua
  3. Ambian
  4. Help
  5. Kneecaps
  6. Traveler
  7. Leaf Us
  8. Cryogenics
  9. Black Sandwich
DURATA: 52:32
 

Capita spesso di scoprire una band che non conoscevo, una di quelle formazioni prima ignote, ma che diventano parte integrante dei miei ascolti quotidiani: a quanto pare, questo ruolo viene adesso ricoperto dagli Utah. Il quartetto statunitense proviene da Athens, Georgia, ed è così composto: Wil Smith e John McNee alle chitarre e alle voci, Erik Budde al basso e Chris Holocombe alle pelli. Il primo contatto con la loro musica è avvenuto tramite la loro pagina Bandcamp, poi successivamente, dopo aver richiesto e ottenuto il loro disco di debutto, ho potuto approfondire l'ascolto con piacere.

Il gruppo fa confluire stoner, sludge, psichedelia e sottili venature doom all'interno di canzoni capaci di avere sia un impatto solido e roccioso che un'atmosfera dal retrogusto southern rock. Esempio esplicito di questo modo di comporre e fondere le numerose influenze la tripletta di brani posta in apertura: "Bisontennial", "Chickamagua" e "Ambian". La proposta degli Utah, comunque, non si limita esclusivamente a questi aspetti: nella contorta "Help" l'aria diventa più densa, sinistra e minacciosa; "Kneecaps" offre spazio a uno sviluppo maggiormente melodico, con le voci a tratti cantilenanti di Will e John. "Traveler" invece, quasi a dar vita a un'altalena emotiva spinta dall'amarezza, appesantisce l'atmosfera guidandoci nel secondo trittico, quello composto da "Leaf Us", "Cryogenics" e "Black Sandwich": qui luci e ombre già presenti nei brani precedenti emergono nuovamente in una conclusione che conferma la solidità della proposta della formazione americana.

"Utah" è un disco che sprizza genuinità e una marcata personalità, fra passaggi di sintetizzatore, momenti fuzzy e qualche sessione acustica utile per far mollare un po' la presa a una morsa ben stretta. L'album non palesa difetti che possano svalutarne il contenuto: anzi, la proposta è talmente ricca che la voglia di riascoltarlo una volta finito non manca di certo. Vi consiglio di cimentarvi nell'ascolto di questo lavoro e considerarne l'acquisto: è una band con la quale gli appassionati del panorama sludge/stoner dovrebbero entrare in confidenza. Se non vi fidate del mio pensiero, mi auguro sia il vostro udito a fornirvi la prova necessaria a farlo.

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