VAGIANT – Gospel According To Vagiant

VAGIANT – Gospel According To Vagiant

Informazioni
Gruppo: Vagiant
Titolo: Gospel According To Vagiant
Anno: 2012
Provenienza: Russia
Etichetta: Octopus Management
Contatti: facebook.com/vagiantrussia
Autore: Mourning

Tracklist
1. Welcome
2. Origins Of Man
3. Eternal Quest For Endless Beauty
4. How Bad Is Your Karma
5. Molerats

DURATA: 17:17

I Vagiant? E chi sono i Vagiant? Ah, me lo son chiesto anch’io quando ho ricevuto il disco, mai sentiti nominare almeno sino ad adesso.
Il combo russo dalle foto che si trovano sulle pagine Facebook e Reverbnation sembra essere d’età molto giovane e ha sin qui prodotto il solo ep “Gospel According To Vagiant”. Breve, appena diciassette minuti la durata, composto di quattro tracce più l’intro “Welcome”.
La proposta: la musica è un calderone che combina l’istinto del punk, la cruda e dissonante visione del noise, le pulsioni dell’hardcore e la schizopatia del math, in pratica pensate di ascoltare i The Hives mixati ai Dillinger Escape Plan con Sonic Youth e Fugazi a rendere speziato il piatto e non solo… In primis c’è da dire che, pur non essendo ancora ai livelli di nessuno degli act citati, mostrano comunque d’avere una discreta personalità nel fondere le varie correnti sonore.
“Eternal Quest For Endless Beauty” è con tutta probabilità il mash-up più riuscito e nel quale s’insinuano le melodie più azzeccate mentre è per altre qualità che spicca “Origins Of Man” che trasuda passione ribelle ricordando qualcosa degli Stooges mischiata all’emo della prima ora dei già citati Fugazi.
“How Bad Is Your Karma” continua rilasciando adrenalina pura striata di reminiscenze seventies e la conclusiva “Molerats”, la cui lenta falsa partenza è solo un diversivo che tira in causa ricordi legati a “Dirty Boots”, pezzo storico della formazione di Kim Gordon e Thurston Moore, passando da sezioni più catchy ad attimi che prendono di mira seppur alla lontana gli Helmet conferma la buona dose d’ispirazione insita nel songwriting.
I Vagiant son da seguire, vedremo dove e come sapranno spingersi, il lavoro delle chitarre e la coralità delle voci funziona più che discretamente così come l’asse ritmico, se trovassero la maniera di installare una personalità maggiore all’interno dei pezzi si rischierebbe seriamente d’avere prossimamente fra le mani qualcosa di più di un semplice buon disco.
Attendiamo e nel frattempo vi consiglio vivamente di dare una possibilità a “Gospel According To Vagiant”, e un “bravi” lo rivolgo a loro.
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