Vaina - Unio Mystica | Aristocrazia Webzine

VAINA – Unio Mystica

Gruppo: Vaina
Titolo: Unio Mystica
Anno: 2024
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Aestethic Death
Contatti: Facebook  Youtube  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Tuulentavoittelijat
  2. Piikkikruunun Alkemia
  3. Inverted
  4. Incinerate
  5. Moribundus Sum
  6. Golgatan Tähti
  7. Unio Mystica
  8. Hautakuiskaaja
  9. Viimeinen Kaunis Silmäys
DURATA: 47:37

I Vaina sono l’enigmatica one man band di Santhir the Archmage, polistrumentista finlandese di cui non si trova online nemmeno il vero nome. Da sempre lontana da schemi commerciali anche di nicchia, avevamo lasciato il progetto solista nel 2022 con ✥ Futue Te Ipsum ✥ Angel With Many Faces, un album completamente indecifrabile che si divertiva a spaziare su qualsiasi cosa passasse per la testa del compositore. Dato che al sottoscritto piacciono le sfide, quando mi sono ritrovato in mano il nuovo Unio Mystica sono stato subito calamitato all’ascolto.

Partiamo da una considerazione fondamentale: Unio Mystica è un album molto più posato del precedente. Le molteplici divagazioni sono tenute relativamente sotto controllo e mancano praticamente del tutto le sorprese electro-EBM. Fin dalle note iniziali di “Tuulentavoittelijat” emergono le caratteristiche portanti del sound dei Vaina nel 2024: su un impianto ritmico scandito dalla batteria campionata si intrecciano melodie di chitarra e tastiera accompagnate dal basso, pochi ritocchi in produzione, suoni puliti e secchi, con la sola eccezione dello screaming acuto e rauco pesantemente riverberato e filtrato. La presenza dei blast beat afferma l’appartenenza alla scena black, ma le melodie dicono altro: il riffing vira verso lidi epic anni ’90 tanto cari ai Bal-Sagoth, e la quasi assenza delle chitarre ritmiche conferisce alle varie parti un aspetto quasi non-metal più vicino a un’ipotetica colonna sonora scritta con chitarra e computer. Da rimarcare l’uso degli strumenti orchestrali, presi spesso singolarmente con effetto vagamente da Dead Can Dance invece delle solite petulanti orchestrone.

Unio Mystica non risparmia comunque nulla in termini di cambi di tempo e umore: senza apparente giustificazione siamo sballottati tra rallentamenti ambient quasi bucolici, passaggi da rituale paleocristiano, blast velocissimi, momenti heavy al limite del power (a mio orecchio risulta rivedibile la prestazione di Santhir come voce pulita, ma come sempre in questi casi mi resta il dubbio che sia io a non aver capito) e tutto quanto si trova nel mezzo. Per farsene un’idea basti considerare la pace da locus amoenus di “Moribundus Sum” interrotta senza preavviso dal blast disumano di “Golgatan Tähti”, che si dibatte per cinque minuti di psicosi sonora fino a terminare nel canto rituale del finale. Dal lato opposto è da rimarcare “Incinerated”, il pezzo più heavy e coerente del disco, debitore delle melodie degli Arcturus e stranamente compatto nella sua struttura.

L’uso della lingua finnica preclude la maggior parte dei brani a interpretazioni più profonde, ma la parte in inglese è piuttosto coerente: i Vaina si concentrano sugli aspetti più cupi e spiacevoli della religione cristiana, rileggendo i testi sacri in modo clinicamente preciso fino a ottenerne una divinità che non può che essere tra l’indifferente e il sadico.

Unio Mystica resta un album ostico e per nulla amichevole, che rispecchia in pieno l’attitudine sprezzante di una band priva perfino di una pagina Instagram o Spotify. Le vette di genio e sregolatezza dei Dødheimsgard restano lontane, ma altrettanto lontani sono gli eccessi di Futue Te Ipsum. Come un cruciverba per solutori più che abili, questo disco non è per tutti, però la speranza è che i Vaina abbiano trovato la quadra e possano dedicarsi a rifinire una proposta coerente.