VALLENDUSK – Black Clouds Gathering

Gruppo:Vallendusk
Titolo:Black Clouds Gathering
Anno:2013
Provenienza:Giacarta, Indonesia
Etichetta:Pest Productions
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TRACKLIST

  1. Fragments Of Light
  2. To Wander And Beyond
  3. Shades Of Grey
  4. Into The Mist
  5. Among The Giants
  6. Realms Of The Elder
  7. Land Of The Lurking Twilight
DURATA:67:20

Ormai dovremmo esserci abituati a sentire di gruppi provenienti dai posti più inattesi, ma è sempre intrigante avere la possibilità di recensire un disco black metal che arriva dall’Indonesia: il primo LP dei Vallendusk, band originaria di Giacarta.

La scena del Sud-Est asiatico è cresciuta nell’ultima decade e alcune band sono addirittura riuscite a ottenere commenti positivi all’estero (vengono in mente i conterranei Kekal). Tuttavia, i Vallendusk giungono da un background diverso, a metà strada tra il black melodico e quello atmosferico-“folkeggiante”, con chiari tratti post-rock alla maniera di altri progetti del roster Pest Productions (come i neozelandesi Súl Ad Astral che ho recensito qualche settimana fa).

Black Clouds Gathering è l’atteso successore dell’EP di debutto Vallendusk (2012) e credo che sia riuscito a soddisfare le aspettative di coloro che attendevano di ascoltarlo. Il logo ricorda uno stemma militare – un po’ à la Vreid – e il titolo stesso sembra una chiamata alle armi; in copertina c’è una nuvolosa collina dalle tinte nere e grigie, che lascia presagire la marcia dei Vallendusk verso la sua conquista (il gruppo è raffigurato mentre sale sul monte nella parte interna della copertina).

Ascoltando quest’album ci sono alcuni nomi che saltano subito alla mente: Agalloch e Alcest sono probabilmente le influenze più facili da individuare, ma anche i summenzionati Vreid e altri gruppi europei di black melodico vengono fuori qua e là durante i pezzi più aggressivi (“To Wander And Beyond”). Da segnalare l’aria vagamente Cascadian che si respira attraverso il disco, con la natura protagonista di buona parte dei testi. Raramente il ritmo diventa troppo duro e per la maggior parte del tempo i Vallendusk si muovono nell’area per loro più congeniale: la faccia melodico-atmosferica del black metal (“Among The Giants”).

L’album è piuttosto lungo (circa sessantasette minuti), ma è un ascolto piacevole, anche se una traccia in meno avrebbe aiutato in termini di impatto. I Vallendusk sono riusciti a offrirci un’uscita solida, confermandosi una delle band più interessanti della crescente scena del Sud-Est asiatico.

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