La seconda oscura sinfonia dei Vargrav

VARGRAV – Reign In Supreme Darkness

Gruppo:Vargrav
Titolo:Reign In Supreme Darkness
Anno:2019
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Werewolf Records
Contatti:Facebook
TRACKLIST

  1. Intro – Et In Profundis Mysteriis Operta
  2. The Glory OF Eternal Night
  3. Dark Space Dominion
  4. In Streams From Great Mysteries
  5. As The Shadows Grow Silent
  6. Crowned By Demonstorm
  7. Godless Pandemonium
  8. Arcane Stargazer
DURATA:41:47

Arrivato alla seconda fatica, dopo il validissimo album di debutto Netherstorm, Vargrav (one man band di V-Khaoz) mette ancora più in evidenza le proprie influenze in Reign In Supreme Darkness, regalandoci un’opera che sicuramente non spicca per originalità, ma che va intesa come un omaggio dal più profondo dell’anima a gruppi come Emperor, Limbonic Art e primi Dimmu Borgir.

Sin dalla copertina, opera di Chris Kiesling (a.k.a. Misanthropic-Art) che ricorda vagamente, per i colori e le atmosfere, quella di In The Nightside Eclipse, veniamo catapultati in un vortice di sensazioni allo stesso tempo sinistre e oniriche che rimandano ai capisaldi di quello che poi sarebbe stato definito symphonic black metal. Non stupiscono quindi gli onnipresenti tappeti di cori, archi e pad che sorreggono praticamente ogni traccia, forse a volte anche in maniera invadente, sommergendo a tratti gli altri strumenti. Le chitarre ci deliziano con i buoni vecchi riff in tremolo picking, ma anche con sane sferzate più thrash, come in “As The Shadows Grow Silent, che riescono a risollevare l’attenzione nei momenti in cui rischia di calare; aggiungiamoci anche qualche inserto acustico qua e là, ben calibrato e mai zuccheroso, e la salsa è fatta. Una nota di merito per lo scream acido e spettrale che completa il sound, insieme a una batteria che pur senza stupire per ispirazione e fantasia risulta efficace nel suo compito.

Nel complesso, il secondo album della one man band finlandese, malgrado un’esecuzione impeccabile e una scrittura ben curata in ogni sua sfumatura, è destinato al dimenticatoio. Reign In Supreme Darkness è uno tra i tanti dischi nel suo genere, dai quali si distingue ben poco e nel cui mare magnum fatica a restare a galla. Sicuramente un ottimo omaggio alle vecchie glorie sopra citate, tuttavia dall’autore dell’ottimo Netherstorm mi sarei aspettato qualcosa di più.

Facebook Comments