Vástígr - Aura Aeternitatis

VÁSTÍGR – Aura Aeternitatis

Gruppo:Vástígr
Titolo:Aura Aeternitatis
Anno:2020
Provenienza:Austria
Etichetta:Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Till Alle Veienes Ende
  2. Ouroboros
  3. The Burden Of Knowledge
  4. The Mountain Spirit
  5. Aurora Borealis
DURATA:45:55

Stando a un’intervista rilasciata da Þ. (al secolo Thomas Anzinger), Aura Aeternitatis sarebbe dovuto essere il secondo album degli Hāg, ma lo stato di pausa in cui è finito il progetto ha cambiato i piani del musicista austriaco, che ha comunque scelto di pubblicare il frutto dei suoi sforzi sotto un altro nome. È così che nasce il qui presente Vástígr.

Le informazioni ricavate dai meandri — apparentemente vuoti — del uebbe riportano Vástígr come termine norreno col significato di sentiero per/della rovina (let. path of or to woe or disaster). Una scelta sensata, a mio avviso, per due motivi: il primo è abbastanza ovvio, cioè due islandesi hanno preso parte alle registrazioni del disco del buon Þ., Kjartan Harðarson (Cult Of Lilith e Kaleikr) e Kristján Jóhann Júlíusson (Cult Of Lilith, Grave Superior e Zakaz), che troviamo nei crediti del libretto come KH e I.; inoltre a sottolineare maggiormente questo punto, Aura Aeternitatis è anche stato prodotto in Islanda, da Stephen Lockhart agli Studio Emissary di Reykjavík, gli stessi di Almyrkvi, Sinmara, Svartidauði e Tchornobog, tra gli altri. Il secondo, invece, può sembrare altrettanto immediato, ma merita qualche riflessione in più.

Da un punto di vista stilistico, il black metal che Þ. ci propone è di matrice atmosferica, né più e né meno. Le influenze dietro le sue composizioni, invece, sono tutt’altro che esclusive. Se da un lato, infatti, si vede chiaramente l’ombra delle bestie titaniche della moderna scena islandese (penso ai già citati Svartidauði e Sinmara, in primis, ma anche a Misþyrming e Zhrine), dall’altro c’è una fortissima corrente oceanica che muta le atmosfere di Vástígr, una corrente che sa di Agalloch e Wolves In The Throne Room in maniera spaventosa. Non stupitevi, quindi, se i brani di Aura Aeternitatis vi sembreranno barcamenarsi ora su un versante, ora sull’altro. Con questo non voglio dire che non siano validi: siamo davanti a un disco di cinque tracce dense ma fluenti, tutte dotate di una certa omogeneità di fondo, non a una raccolta di idee piazzate lì ad minchiam. D’altro canto, sono anche abbastanza convinto che Vástígr non abbia ancora (giustamente) raggiunto il massimo del suo potenziale: per dirla con un meme, «this isn’t even my final form».

Il viaggio tra le innevate atmosfere del progetto austriaco, per quanto concerne le tematiche, vuole trasportare l’ascoltatore in un paesaggio oscuro e desolato, come perfettamente illustrato dalla copertina di Benoit Fabre: il tempo, rappresentato dalla morte, prosegue calmo e tranquillo, costante e inarrestabile, la nostra ora verrà, che vogliamo accettarlo o meno e, quando succederà, saremo soli, proprio come lo stanco viaggiatore pedinato dalla morte in primo piano su Aura Aeternitatis. I testi completi non sono stati resi disponibili da Þ. all’interno del digipak né altrove, ma i pochi frammenti riportati così come i titoli dei singoli brani ben si prestano a questo tipo di rappresentazione.

Non c’è davvero altro da dire: Aura Aeternitatis è un buon prodotto che gli appassionati di questo tipo di sonorità non faticheranno ad apprezzare, ne sono certo. Quanto al futuro di Vástígr, Þ. ha messo un certo quantitativo di carne a cuocere e ha creato delle aspettative. Continuando su questa linea, potrebbe farsi decisamente notare in quella che, probabilmente, ora come ora è la scena black metal più calda degli ultimi anni.

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