VAURA – Selnleion

 
Gruppo: Vaura
Titolo:  Selenleion
Anno: 2012
Provenienza:   Stati Uniti
Etichetta: Wierd Records
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Souvenirs
  2. Drachma
  3. The Emanation
  4. En/Soph
  5. Relics
  6. Obsidian Damascene Sun
  7. Uncreated Light (Transfiguration)
  8. The Column's Vein
  9. Vanth
  10. Selenelion
  11. The Zahir
DURATA: 55:52
 

Chi non risica non rosica, no risk no fun, chi più ne ha più ne metta. Sono inciampato su questo progetto formato da musicisti provenienti da diverse formazioni, di cui conosco solo i Gorguts. L'offerta è lontanissima dagli stili che consumo normalmente, ma credo che le atmosfere prodotte siano molto raffinate e degne almeno di un ascolto anche da un intransigente come me. Perdonatemi, dunque, se eviterò l'impiego di aggettivi tipo "post", "new" o altro. Li lascio a chi conosce, o almeno finge di conoscere, a fondo generi musicali moderni.

Il CD inizia con "Souvenirs", un pezzo che da un'atmosfera fine, quasi delicata, passa presto a un riffing più deciso accompagnato da una voce straziata che si alterna a cori di sottofondo. Le note mi rammentano un poco i (per me) nostrani Kehlvin ma con la trasmissione di sensazioni più quiete. Questo è rock di stampo progressivo con un'indole che invita a chiudere gli occhi per soffermarsi sulle singole note in maniera quasi meditativa. Sì, non si tratta di un lavoro "easy listening", seppur i musicisti abbraccino parecchie influenze la cui più importante, secondo me, è il jazz. Interessante è l'interpretazione di ritmi doom come all'inizio di "En/Soph", canzone che a suo modo dà una svolta al disco che mi pare passi da qui in poi a una fase di sentimento più positivo. Tante linee di voce pulite, riff in gran parte raffinati e delicati, atmosfere eteree: sono tutti elementi che porteranno molti ascoltatori a ripassare il lavoro più volte per poterne afferrare l'essenza. Scatti di violenza s'insediano qui e là per strattonare i timpani, senza dare l'impressione di essere fuori posto.

Non sono un conoscitore di tali sonorità, pur essendovi già stato in contatto, credo comunque che questo disco non sia da considerare un grande passo in avanti. Sono però sicuro che gli ascoltatori alla ricerca di atmosfere prodotte a dovere, grazie al gioco di pochi strumenti, saranno soddisfatti udendo i Vaura.

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