Vemod - The Deepening | Aristocrazia Webzine

VEMOD – The Deepening

Gruppo: Vemod
Titolo: The Deepening
Anno: 2024
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Prophecy Productions
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TRACKLIST

  1. Mot Oss, En Ild
  2. Der Guder Dør
  3. True North Beckons
  4. Fra Drømmenes Bok I
  5. Inn I Lysende Natt
  6. The Deepening
DURATA: 48:23

Ci sono gruppi, anche in carico a un singolo compositore, che non lasciano passare nemmeno un anno solare senza pubblicare un album o almeno un EP, non necessariamente a detrimento della qualità, come insegna il caso di Noise fra Kanonenfieber, Non Est Deus e Leiþa. All’estremo opposto troviamo i Vemod, autori nel lontano 2012 di un pregevole debutto figlio dei primi Ulver, dei primissimi Emperor e di occasionali flirt con la scena ambient e poi spariti nelle nebbie della Norvegia centrale.

Dodici anni dopo tante cose sono cambiate: il duo è divenuto un trio integrando un bassista stabile, la scena si è evoluta e le correnti artistiche che avevano influenzato il debutto si sono ampliate e sviluppate. Altri aspetti invece sono rimasti immutati per i Vemod: una copertina impressionista che rimanda ai paesaggi tipici della loro terra, una presentazione minimale ma ben rifinita e un’enorme dose di ispirazione.

Una breve introduzione di tastiere introduce a The Deepening e alla sua formula portante: un black metal saldamente legato alla scuola norvegese degli albori ma che pesca a piene mani dalla lezione Cascadian dei Wolves In The Throne Room. Le melodie di chitarra dominano quasi sempre, appoggiandosi ad armonie semplici ma efficaci e talvolta introducendo qualche dissonanza che infallibilmente si risolve al passaggio melodico successivo. L’album è stato realizzato con in mente il formato vinile, con due facciate indipendenti composte da una intro ambient e due lunghe tracce per lato. Ogni pezzo trascende quindi la forma canzone classica, preferendo invece la varietà delle suite tipicamente prog.

Il punto di forza fondamentale di The Deepening è la precisione con cui i Vemod incastrano elementi diversi nelle varie parti mantenendo un’organicità perfetta: voci pulite, cori da cerimonia religiosa, strumenti acustici e sintetizzatori si ritagliano un ruolo insostituibile nella struttura dei brani, creando un’atmosfera rilassata e sognante che raramente si riscontra in un disco che rimane indiscutibilmente black metal. I tre picchiano come i Darkthrone ma si esprimono come gli Agalloch e il tutto all’interno di un singolo, lungo pezzo che scorre senza che l’ascoltatore percepisca ingiustificati cambi di atmosfera. Menzione d’onore va riservata a “Inn I Lysende Natt”: una digressione tra psichedelia e progressive rock rivisitata in chiave nordica in cui, senza scadere in virtuosismi stucchevoli, traspare il gusto di suonare davvero della sezione ritmica, un aspetto ormai perso in un black dominato da precisione millimetrica e drum machine assortite.

The Deepening è un album che centra il bersaglio con precisione ed eleganza, come se i dodici anni fossero stati spesi in un attento lavoro di ascolto, riflessione e rifinitura. I palati più assuefatti non saranno impressionati dal livello di aggressione, tuttavia il viaggio nelle atmosfere notturne e nei paesaggi nebbiosi e invernali della montagna nordica è assicurato per chiunque. La lunga attesa è valsa la pena.