VENOMOUS MAXIMUS – Beg Upon The Light

VENOMOUS MAXIMUS – Beg Upon The Light

Informazioni
Gruppo: Venomous Maximus
Titolo: Beg Upon The Light
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Occulture
Contatti: facebook.com/VenomousMaximus
Autore: Mourning

Tracklist
1. Funeral Queen
2. Path Of Doom
3. Give Up The Witch
4. Father Time
5. Dream Again (Hellenbach)
6. Moonchild
7. Battle For The Cross
8. Venomous Maximus
9. Mothers Milk
10. Hell’s Heroes

DURATA: 46:01

Lo volevo, lo attendevo, è arrivato, finalmente il disco dei Venomous Maximus! La formazione statunitense, che a inizio 2012 avevo avuto il piacere di recensire con la raccolta di ep “MMIX – MMXI”, ha rilasciato il debutto “Beg Upon The Light” e che sbandatona mi son preso.
Dai ragazzi di Houston non ho mai neanche lontanamente preteso un disco perfetto, le aspettative erano incentrate su quanto sarebbero stati in grado di coinvolgermi dato che la loro capacità di far convivere il sound proto-doom della N.W.O.B.H.M. e creature più moderne come i The Sword e gli High On Fire mi aveva esaltato, ci saranno riusciti? Ciò che posso dirvi è questo: il disco è in “play” continuato non so da quanto tempo.
Nulla è mutato è avvenuta una maturazione, l’approccio stilistico del platter si attiene alle coordinate sonore espresse nei capitoli in formato ep, ha guadagnato però per quanto riguarda l’aspetto horrorifico della proposta, l’ingresso rituale con l’hammond suonato da Ben Beasley in “Funeral Queen” e posto lì per spalancare le porte di “Path Of Doom” è da orgasmo; inoltre Gregg Higgins è migliorato nell’impostazione vocale, infatti nel bene quanto nel male rimane un tassello fondamentale nell’esposizione dei brani con il suo modo di cantare non digeribilissimo per chiunque, in certi momenti assomiglia alla lontana a un Danzig sbilenco.
I Venomous Maximus hanno acquisito una vena heavy in stile King Diamond che sommata all’influenza di Pentagram e Witchfinder General fa scattare l’allarme anti-occulto ai massimi livelli e i pezzi? Come suoneranno? C’è solo l’imbarazzo della scelta e suonano come immagina chiunque abbia seguito la band dagli esordi.
La tracklist con la citata “Path Of Doom”, il singolone spazzatutto “Moonchild”, la mascolinità di “Battle For The Cross”, le sirene inserite nella titletrack a ricordarci che siamo sotto assedio heavy/doom, la conclusiva “Hell’s Heroes” pregna d’ombre e spirito horror e due episodi difformi ma ben integrati nel contesto quali sono le acustiche “Father Time” e “Mothers Milk”, con la seconda sorretta anche dal violino a cura di Jo Bird, è una reale manna per l’udito, “play”, “play” e ancora “play”, ti vien voglia di di riascoltare tutto quanto per intero, neanche un secondo è da saltare.
Un solo atto di questi dieci potrebbe far discutere: il restyling di “Give Up The Witch”.
La traccia, originariamente contenuta nel primo ep dal titolo omonimo prodotto nel 2010, è anche una delle loro “hit”, ho letto parecchi pareri contrastanti sulla mancanza di spinta, come se ci fosse stato un livellamento, si potrebbe dare la colpa all’operato svolto dietro il mixer, nel complesso però non si è fatto altro che offrire ai Venomous Maximus un sound più delineato levigando qualche difetto e null’altro.
Non si parla di un’incelofanatura, credo sia solo un semplice “de gustibus” a fare la differenza, rimane però il fatto che il brano in questione per il sottoscritto sia tuttora una delle migliori realizzazioni dei texani e a volume esagerato t’invoglia a seguirlo che è un piacere.
Il balzo in avanti c’è stato, i Venomous Maximus hanno dato riprova di saper comporre buona/ottima musica, se avete amato “MMIX – MMXI” adorerete “Beg Upon The Light” e questo può voler dire solo una cosa: COMPRATE!

Facebook Comments