VEONITY – Into The Void

 
Gruppo: Veonity
Titolo: Into The Void
Anno: 2016
Provenienza: Svezia
Etichetta: Sliptrick Records
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TRACKLIST

  1. When Humanity Is Gone
  2. Frozen
  3. A New Dimension
  4. Awake
  5. Insanity
  6. Solar Storm
  7. Until The Day I Die
  8. In The Void
  9. Warriors Of Time
  10. Astral Flames
  11. Heart On Fire
  12. Winds Of Faith
DURATA: 55:17
 

Gli svedesi Veonity nascono nel 2013 per volere di Anders Sköld (chitarra e voce), Samuel Lundström (chitarra) e Kristöffer Lidre (batteria). Da allora, la band si è rivelata alquanto produttiva, registrando un EP ("Live Forever") e due album ("Gladiator's Tale" e questo "Into The Void", appunto). Il genere proposto è un power metal che — come è possibile accorgersi sin dal primo ascolto — si riallaccia intenzionalmente alle sonorità di metà anni Ottanta e inizio anni Novanta, che rimandano a gruppi come i tedeschi Helloween o al metal melodico degli Stratovarius. Il gruppo sarà riuscito a creare un miscuglio ragionevole tra il proprio stile e le influenze dei grandi Maestri del power?

"Into The Void", rilasciato sotto Sliptrick Records, contiene ben dodici canzoni. Ascoltandolo, la mia opinione ha imboccato due strade differenti: da un lato, abbiamo brani come l'apertura "When Humanity Is Gone", che propone un classico power melodico senza fronzoli, un ritornello orecchiabile e tastiere che addolciscono una ritmica serrata; la scorrevole "Frozen", carica di adrenalina e che vanta — a tratti — una certa personalità e freschezza, proprio come la successiva e variegata "A New Dimension", dove i Nostri mettono in risalto melodia, potenza e qualche buona idea che invoglierà a più di un singolo ascolto; "Awake" poi mette in luce le buone capacità del cantante Anders, che non lascia un attimo di respiro all'ascoltatore, spaziando quanto basta per rendere il brano interessante. Dall'altro arrivano, poi, pezzi come "Until The Day I Die", "In The Void" o "Warriors Of Time" che — pur mantenendo invariato il fattore adrenalina — si riallacciano con una più marcata evidenza a determinati stereotipi, quel tanto che basta a infrangere con più decisione la barriera del luogo comune anche per gli ascoltatori più navigati.

"Into The Void" si rivela, in conclusione, un disco che mette in risalto una preparazione più che buona da parte dei Veonity. Menziono, in particolare, un lavoro chitarristico piuttosto curato e linee cantate ben studiate, in grado di proporre interessanti variazioni, non risultando (quasi) mai prevedibili. Tuttavia, vi conviene essere pronti al momento dell'acquisto, in quanto — sebbene il disco abbia le sue parti epiche e interessanti (e non poche) — è spesso un po' troppo afflitto da un fattore di già sentito che più di una volta prevale con una certa insistenza quasi dannosa, smorzando talvolta l'interesse che si viene a creare.

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