VERATRUM – Sangue

 
Gruppo: Veratrum
Titolo: Sangue
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Sangue
  2. Davanti Alla Verità
  3. L'Ora È Giunta
  4. Io Sono Il Tempo
  5. L'Odio
DURATA: 19:20
 

Non solo nomen latino di una pianta tossica, ma anche italianissimo quartetto del bergamasco, i Veratrum scaturiscono dall'impegno comune di ragazzi già attivi in diversi progetti del più che vivace underground padano. In vita da fine 2008, arrivano alla registrazione di questo demo d'esordio la scorsa estate, ricevendo successivamente riscontri positivi dall'editoria specializzata (demo del mese nell'edizione nostrana di Metal Hammer). Fatte le dovute presentazioni, di cui si premura la stessa band, inserendo un foglio di fotocopia recante tutte le informazioni del caso riguardo il progetto e relativi premi metalhammeriani, passiamo alle cose serie: i venti minuti scarsi di "Sangue" sono la riconferma che se anche gli Italiani non lo fanno meglio, è certo che almeno lo fanno bene, molto, molto bene.

Come altri prima di loro, i Veratrum si dedicano a un death metal variopinto e dalle molte sfaccettature. Questi cinque pezzi ben costruiti e ottimamente suonati sono un biglietto da visita di tutto rispetto; le canzoni non stancano, anzi trascinano, e l'intrecciarsi di trame variegate è sicuramente un valore aggiunto al tutto; io stesso mi sono ritrovato al quarto ascolto di fila quasi senza accorgermene. Abbiamo in questi pochi minuti la possibilità di sentire un po' tutto ciò che c'è di buono in un disco death metal che si rispetti: alternanza tra growl molto gutturale e voce sporca al limite dello scream tipica della scuola svedese, diciamo alla Unanimated e Dissection, assoli, momenti di ignoranza e furia cieca (in cui, volendo essere puntigliosi, le parti di batteria risultano un po' troppo monocordi e vuote), passaggi decisamente più melodici, riffing spesso e grave. Insomma, il repertorio al gran completo, suonato con convinzione e con mano consapevole, che solo a volte si perde un po', accartocciandosi su se stesso, quasi come se di tutte le idee messe sul piatto, non fosse poi ben chiaro su quale di queste puntare maggiormente. Stiamo però pur sempre parlando di un primo mini di cinque tracce; c'è tempo.

Veniamo ora a quella che è forse la maggiore particolarità del lavoro: i testi, e quindi le parti dietro al microfono, sono tutte nella lingua di Dante. Se quindi i veneti Mater Tenebra avevano già titolato ormai dieci anni fa un lavoro "Sangue", conformandosi poi alla lingua d'Albione durante la registrazione, i Bergamaschi non scendono a compromessi e si lanciano in questa soluzione discretamente inusuale. A proposito dei testi, devo però dire di aver avuto la sensazione che alcuni ritornelli fossero un po' troppo forzati, ripetuti quasi alla nausea, soprattutto ne "L'Ora È Giunta" e "L'Odio", ma nulla di particolarmente tedioso.

Tirando le somme: l'ennesima prova della vitalità dell'undergound italiano, delle sue capacità e delle sue urgenze creative. Ci sono alcune imperfezioni che potrebbero essere limate, ma così stanti le premesse, l'unico augurio è che il debutto sulla lunga distanza non si faccia attendere troppo a lungo.

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