VERATRUM – Sentieri Dimenticati

 
Gruppo: Veratrum
Titolo: Sentieri Dimenticati
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. La Voce Del Silenzio
  2. Uomo
  3. Lo Sventramento Dei Guardiani Della Terra Cava
  4. I Trionfi Più Grandi
  5. Ars Goetia
  6. I Braceri Del Tempio Di Thot
  7. Ritorno Ad Atlantide
  8. Orizzonte
  9. Thule
  10. Agarthi
DURATA: 35:12
 

Li avevamo lasciati nel "Sangue", li ritroviamo sul cammino delle città perdute, ad accompagnare l'ascoltatore, l'Uomo, nel suo percorso di iniziazione e di studio delle arti e delle scienze: i Veratrum, da quel di Bergamo, iniziano con "Sentieri Dimenticati" a mietere vittime sulla lunga distanza.

Diciamo subito le cose come stanno: abbiamo tra le mani un bel disco, tutto ciò che di buono era stato espresso nel demo di un anno e mezzo fa viene ora ripreso, perfezionato e amplificato, a beneficio della musica e della resa su supporto ottico. La cura profusa dai quattro lombardi nel confezionare questo album è tanta e si vede, fin nei più minimi dettagli. Dalla produzione cristallina e perfettamente calibrata alla qualità del libretto e dei suoi molti contenuti (grafica, testi, commenti, note di produzione, c'è tutto e anche di più), ciò che stringiamo tra le mani è prima di tutto un prodotto professionale, che del D-I-Y ha solo i pregi e non i limiti.

Procediamo con ordine: "La Voce Del Silenzio" è — a riprova della certosina ricerca compiuta dai Nostri — un estratto di "The Voice Of Silence", opera della filosofa ucraina del XIX secolo Helena Blavatsky, che ci introduce al viaggio che compiremo durante i trentacinque minuti di "Sentieri Dimenticati". "Uomo" è l'inizio del viaggio, è il tentativo dell'Uomo di elevarsi, di lasciarsi alle spalle la parzialità della vita di tutti i giorni, scalando la vetta della conoscenza. Una volta raggiunta la cima, è già tempo di sprofondare nuovamente, di cercare il sapere nella Terra cava (anche in questo caso, numerosissimi sono i possibili rimandi alla letteratura moderna e contemporanea, troppi per essere ricordati in questa sede); per farlo, è necessario superare il rito d'iniziazione, sventrarne i Guardiani, fare in modo che si facciano da parte. Il viaggio ci porterà poi a Babele ("I Trionfi Più Grandi"), a scoprire, imparare, apprendere: per raggiungere la conoscenza, la Magia, sarà necessaria la "Ars Goetia", sarà necessario violare le norme naturali. Giungeremo così ad Atlantide, dove il thelemico Aiwass condividerà con noi la sua disperazione, il suo destino errabondo in attesa di un ritorno all'antico splendore.

Da qui, partiremo alla volta di Thule, che a questo punto sappiamo per certo non essere la Groenlandia né l'Islanda, ma una terra mitica e agognata, là dove «gli elementi si fondono e i punti cardinali perdono signficato». Poi, l'ultima tappa, come la quadratura del cerchio, dalle acque vaste e insondabili ci riporta agli oscuri abissi del pianeta: è la stirpe di Agarthi che ci richiama, il Centro della Terra, dove i Custodi della Sapienza ci daranno accesso al sapere ultimo.

Dalle massicce note atlantidee, al ritornello (inaspettato e riuscitissimo) in voce pulita di "Ars Goetia", alla costruzione degli ultimi due pezzi, a mio avviso i più azzeccati e trascinanti, secondo un disegno molto caro ai Nile e agli ultimi Behemoth, "Sentieri Dimenticati" è un album dai diversi livelli di lettura: potete prenderlo come un disco death metal, e allora vi sembrerà solo un buon lavoro, ben composto, ottimamente suonato e piacevolmente variegato. Altrimenti, potete scoprirne gli innumerevoli spunti, le citazioni, le insenature: avrete a che fare con occultismo, mitologia, leggende, storia. Un veicolo per apprendere, Uomo.

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