VERLIES – Le Domaine Des Hommes

 
Gruppo: Verlies
Titolo: Le Domaine Des Hommes
Anno: 2014
Ristampa: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Nouvelle
  3. Maladie
  4. L'Abime Du Guide
  5. L'Absolution
  6. Marcher Sur Le Vide
  7. Luna Liquor
DURATA: 50:04
 

Verlies è il nome del progetto di N. (chitarra e voce) nato dapprima come un atto solista e che ha pian piano mutato forma, divenendo una vera e propria band con l'ingresso di T. (basso), V. (chitarra; precedentemente appannaggio di F.) e Psycho (batteria). La prima uscita di questa creatura è datata 2014 e intitolata "Le Domaine Des Hommes", album che probabilmente ai più attenti fruitori di certe sonorità black metal atmosferiche, post-, melodiche e tendenti allo scenario shoegaze non sarà poi passato del tutto inosservato. Dopo essere stato distribuito in solo formato digitale attraverso la pagina Bandcamp, e lo troverete ancora anche in free download, è stato stampato tramite il supporto dell'etichetta canadese Hypnotic Dirge Records.

La proposta per molti aspetti sembra giocare in casa la propria partita, in più di una circostanza c'è infatti da tenere in considerazione come il gusto e l'impronta compositiva di gruppi connazionali ben più noti quali sono Alcest e Pensées Nocturnes facciano capolino all'interno dei brani e in altrettanto modo come altre compagini di valore tipo gli statunitensi Agalloch e i canadesi Gris — seppur con minor insistenza — prendano parte allo scenario musicale. La composizione è apprezzabile per il dinamismo che ci consegna all'udito situazioni frementi e instabili quanto delicate e orecchiabili in maniera malsana, tuttavia al contrario di quanto elaborato dai colleghi poc'anzi citati non è sempre in grado di attrarre e incantare, a causa di una forzata tortuosità o di uno spegnimento repentino che di tanto in tanto non collima con l'esplosione o l'implosione atmosferica del pezzo in corso. Il lavoro mostra il meglio di sé nei brani in cui l'equilibrio fra la componente prettamente strumentale e quella ambientale raggiunge quasi la perfezione, mi riferisco a episodi come "Maladie" e "Marcher Sur Le Vide" nei quali il graffiare e i toni discordanti vengono talvolta piacevolmente contrastati da un'aura d'impronta quasi doom.

Imperfezioni o meno, "Le Domaine Des Hommes" nel suo essere acerbo, istintivo e lievemente discontinuo sa di prima prova superata e trovo sia un ascolto che qualsiasi fruitore abituale di questo panorama potrebbe ritenere quantomeno intrigante. Di conseguenza, qualora non l'aveste già fatto, concedetevi un primo passaggio esplorativo, visitando il Bandcamp dei Verlies, e successivamente — nel caso in cui vi riteneste soddisfatti da quanto esposto — potreste seriamente pensare di fare vostro il disco.

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