Vertebra Atlantis - A Dialogue With The Eeriest Sublime | Aristocrazia Webzine

VERTEBRA ATLANTIS – A Dialogue With The Eeriest Sublime

Gruppo: Vertebra Atlantis
Titolo: A Dialogue With The Eeriest Sublime
Anno: 2023
Provenienza: Italia
Etichetta: I Voidhanger Records
Contatti: Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Into Cerulean Blood I Bathe
  2. Frostpalace Gloaming Respite
  3. Drown In Aether, Sovereign Of Withered Ardor
  4. Cupio Dissolvi
  5. In Starlike Ancient Eyes
  6. Desperately Ablaze, From The Lowest Lair
  7. A Dialogue With The Eeriest Sublime
DURATA: 45:23

Ho iniziato a interessarmi al percorso artistico di Gabriele Gramaglia nel 2015, all’uscita del primo album del progetto ormai in quiescenza The Clearing Path, per iniziare a scriverne pochi mesi dopo con l’uscita dell’unico album di Summit, e continuare poi a seguire gli svariati progetti del musicista milanese, da Cosmic Putrefaction a Turris Eburnea, fino proprio ai Vertebra Atlantis.

A Dialogue With The Eeriest Sublime è il secondo album del gruppo, che rispetto al debutto Lustral Purge In Cerulean Bliss vede l’addio di Simone “Vrangr” Citterio al basso e l’ingresso di Gianluca Stagni alla seconda chitarra, ma che non varia le proprie coordinate stilistiche. La proposta rimane la stessa, i Vertebra Atlantis sono ancora un trio orientato a un ibrido tra black e death metal a tinte fortemente dissonanti che vede Gramaglia alla scrittura e alle chitarre e Riccardo Rijillo (ex-HomSelvareg e attualmente in forza anche agli Husqwarnah) alla batteria e alla maggior parte dei testi. Oltre a Stagni come terzo membro fisso, l’album vede poi la collaborazione della cantante Daniela Ferrari Boschi e di Giorgio Trombino (Assumption, Bottomless, Becerus, Shrieking Demons e compagnia briscola) nell’insolita veste di ospite come cantante in voce soltanto pulita.

Piatto ricchissimo, e infatti esattamente come due anni fa il nuovo album dei Vertebra Atlantis è senza dubbio una delle migliori uscite dell’anno che sta per concludersi. Tanto le trame sonore imbastite dal trio quanto le immagini dipinte dal growl gutturale di Rijillo convincono senza riserve, trovando il sottilissimo equilibrio tra intensità e urgenza da una parte e freschezza compositiva dall’altra. In altre parole A Dialogue… non è mai banale perché le sue strutture sono articolate e perché i ragazzi sono bravi a inserire elementi sempre nuovi per tenere alta l’attenzione: ora un riverbero, ora un’orchestrazione, ora una voce ospite. Allo stesso tempo il lavoro mantiene una propria fruibilità, non scivolando mai nell’esercizio di stile o in trovate velleitarie, anzi mantenendo una fortissima coerenza e organicità. L’utilizzo di dissonanze, di un brano strumentale, di voci pulite, tutto è perfettamente bilanciato e mai fuori posto, dando all’ascoltatore la possibilità di star dietro ai musicisti nonostante questi stiano infilando il centotrentasettesimo riff diverso.

La scrittura di Gramaglia è ovviamente riconoscibile, quindi è banale dire che si sentono echi di Cosmic Putrefaction, ma da Ulcerate a Deathspell Omega il novero dei riferimenti stavolta potrebbe essere molto ampio, andando anche a scomodare certo black metal melodico e sinfonico novantiano (Limbonic Art, Obtained Enslavement, Odium), senza ovviamente scordare i soliti Gorguts e Demilich. La quantità di riferimenti è vastissima, e l’enorme merito dei Vertebra Atlantis è quello di saper fare sintesi di quanto sopra e modellare il tutto secondo la propria sensibilità. Registrato e mixato dallo stesso Gramaglia e poi masterizzato da Simon Da Silva (Aversio Humanitatis) all’Empty Hall Studio di Madrid, A Dialogue With The Eeriest Sublime si pone in continuità con il suo predecessore anche esteticamente, poiché l’illustrazione, questa volta affidata a Babar Moghal (già autore del dipinto in copertina di Turris Eburnea), mantiene i toni astratti e i colori blu di Lustral Purge. E l’ho già detto che è anche uno dei dischi più belli dell’anno?