VERTIGO STEPS – Surface/Light

 
Gruppo: Vertigo Steps
Titolo: Surface/Light
Anno: 2012
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Ethereal Sound Works
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TRACKLIST

  1. Vertigo Dawn
  2. The Hollow
  3. Silent Bliss
  4. Railroads Of Life
  5. Tonight I Died, Tomorrow I'll Live
  6. Doppler Defect
  7. Disappear Here
  8. Helsinki
  9. Someone (Like You)
  10. Zeppelin On Fire
  11. Schadenfreude
  12. Nothing At All
  13. The Porcupine Dilemma
DURATA: 55:35
 

L'album "Surface/Light" dei Vertigo Steps era stato anticipato dall'uscita del mini "Sublight", nel quale era possibile ascoltare tre tracce per pregustarne il sapore: "Silent Bliss", "Someone (Like You)" e "Nothing At All". Il capitolo in questione, terzo disco del duo portoghese, è una miscela di shoegaze e post-rock dotata di una base atmosferica e un'onda di malinconia agrodolce al limite col melenso, senza piombarvici in maniera evidente, che giostrano il rapporto fra chitarre (che sanno divenire incisive e pressare), voce effettata e quiete apparente; con "Hollow" entrerete da subito in contatto con tali dinamiche.

Alla scelta della mente del progetto Bruno A. di mantenere come cantante principale il finnico Niko Mankinen (ex Misery Inc.) e all'aspetto romantico della sua interpretazione, che alle volte potrebbe far pensare a un'inclinazione quasi alla H.I.M., vengono affiancati cambi di forma in corsa. Gli uomini che si susseguono dietro al microfono, date le presenze di ospiti quali Jan Transit (In The Woods) in "Railroads Of Life", Patrik Karlsson (This Haven) in "Tonight I Died, Tomorrow I'll Live" e "The Porcupine Dilemma", Stein Roger Sordal (Green Carnation) in "Nothing At All" (originariamente composta dall'australiano Rob Dougan), si differenziano per incedere, profondità e stampo con il quale ricercano un contatto intimo con l'ascoltatore, passando da fasi in crescendo a melodie da ballata nelle quali la vitalità tenta di proporsi con uno scatto, venendo placata dalla delicatezza che la circonda. A essi si aggiunge poi Sophie (Ugarit) che con la sua voce adorna a più riprese svariati brani, fornendo quel tocco femminile che non guasta a una prestazione che minuto dopo minuto sembra sempre più simile a una bellissima colonna sonora: lascio decidere a voi se si addica di più a un viaggio effettuato in macchina o sfruttando l'immaginazione.

Come avvenuto nel recente passato, è ancora una volta Daniel Cardoso l'uomo che muove le fila dietro il mixer. La produzione rasenta la perfezione, con la batteria in grande spolvero e una dovuta cura nel fornire un'alta intelligibilità al complesso sonoro.

Chiunque si ritenga appassionato delle svolte emotive di gruppi come Katatonia, Anathema, Porcupine Tree e via discorrendo troverà in "Surface/Light" un porto sicuro nel quale approdare, godersi il soggiorno e stabilire in seguito se rimanervi, riascoltando il disco o abbandonandolo per portarsi dietro il bel ricordo. Acquisto consigliato.

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