VESTIGES – The Descent Of Man

VESTIGES – The Descent Of Man

Informazioni
Gruppo: Vestiges
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/wearevestiges
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. I
3. II
4. III
5. IV
6. V
7. Outro

DURATA: 46:27

I Vestiges sono un duo alquanto eclettico e impegnato con l’arte, quello che hanno in mente infatti è creare un trittico di lavori che porti a compimento la natura del concept di “The Descent Of Man” riguardante la creazione, l’evoluzione e l’evenutale annientamento delle razza umana, il principio parte dal fatto che l’Uomo guardando attentamente ciò che lo circonda possa ampiamente notare i danni che egli stesso ha arrecato alla natura scatenandosela contro, l’espressione musicale a quanto pare verrà convogliata all’interno di un’opera cinematografica dato che il sito ufficiale cita la collaborazione con un regista.
Se la legge del taglione ha un senso (e in alcuni casi l’ha eccome), è vero che il nostro pianeta si è probabilmente rotto le scatole di una scimmia intelligente che ha militarizzato, sovrappopolato e meccanizzato allo sfinimento ciò che un tempo era semplicemente “naturale”.
Basandosi sulla copertina semplicissima somigliante a una tavola quadrato/rettangolare di compensato in cui spiccano in primo piano il monicker e il titolo dell’album, non c’erano appigli per capire cosa potessero suonare e come si approcciassero alla tematica complessa che si son presi carico d’affrontare, l’unica era infilarlo subito nello stereo e via.
Variegati come gli ormai defunti ahimè Fall Of Efrafa, una di quelle formazioni che sapevano miscelare tanta roba con buoni risultati, la band gioca anch’essa questa carta importante a mostrare quanto i cambi di tempo, d’atmosfera e del mood in generale siano significativi per dare una cadenza più o meno intensa e viaggiante al lavoro.
Un calderone ampio che vanta parti più estreme legate al sound black metal e hardcore/crust che vengono inframezzate da downtempo pesanti come mattoni, inserti screamo e gigantesche elucubrazioni di stampo post- rock che in alcuni casi dilatano i brani all’inverosimile facendo crollare qualsiasi barriera mentale preposta.
Le tracce riescono a imprimere un percorso fatto di costanti bivi emotivi che indicano come l’Uomo stesso sia un continuo contrasto distruggendo ciò per cui apparentemente lotta, un progresso-regresso che al contrario e con una lucidità d’intento, ormai palesata dai conflitti frequentemente esplosi per motivi riguardanti gli interessi di pochi, non fa che avvalorare la decadenza morale con tutte le conseguenze che a seguito ne vengono (e non parlo di falsi moralismi in stile Vaticano).
Riscontrerete come le note sia nelle fasi più ficcanti, sia in quelle più apertamente dedite a un’esposizione raffinata e intrigante siano messe al posto giusto, quarantasei minuti di reale goduria sonora e in tal ambito una produzione curata che si dispone a servizio di “The Descent Of Man” con una resa più che soddisfacente, il quadro è completo.
Non posso quindi che consigliare vivamente l’ascolto dell’album dei Vestiges, il popolo del mondo alternativo ai filoni integralisti lo troverà di sicuro interesse, anche se proprio ai più rigidi e conservatori direi di provare un lavoro simile, potrebbero rimanerne piacevolmente sorpresi.

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