VIA SACRA – The Road

VIA SACRA – The Road

Informazioni
Gruppo: Via Sacra
Titolo: The Road
Anno: 2012
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Ethereal Soundworks
Contatti: facebook.com/viasacraband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Jimmy’s Life
2. Lost World
3. Souls Of Fire
4. No Lies
5. Black Angel
6. Storm In Your Soul
7. Baby, Baby
8. Secret Garden
9. Never Come Back Home
10. The End Of The Road

DURATA: 49:11

I Via Sacra sono una formazione hard rock/metal lusitana al debutto, la label connazionale Ethereal Soundworks nel mese di Settembre ha infatti dato alle stampe “The Road”.
Si tratta di un album buono per molti aspetti, contenente discrete melodie, canzoni affascinanti per l’uso delle tastiere e le ambientazioni che si vengono a creare, capace di combinare l’adrenalinica natura del rock, e la genuina robustezza dell’heavy. Se da un lato quindi durante l’ascolto mi sono frullati nella testa nomi quali The Cult ed Heroes Del Silencio, dall’altro sono emersi Iron Maiden e Iced Earth in una forma quasi atmofericamente pronunciata. Una strana sensazione insomma, allo stesso tempo però piacevole.
L’apertura è affidata alla travolgente quanto orecchiabile “Jimmy’s Life”, con la voce calda e avvolgente di Lazaro a tenere subito banco e la chitarra solista pronta a sferrare un assolo fantastico sul finale.
A seguire è il turno della più pesante nei toni ma ancora una volta particolarmente accessibile “Lost World”, questo essere orecchiabili viene confermato anche in episodi come “No Lies” e “Black Angel”.
Con “Souls Of Fire” invece emerge il mondo heavy, la traccia è di stampo epico, con i ritornelli che avvalorano tale tesi, mentre vocalmente potrei azzardare anche dei rimandi a Dickinson e J.D. Kimball degli Omen. Con “Storm In Your Soul” i Via Sacra espongono il lato romantico della loro proposta, è ancora una volta l’ugola di Lazaro a riempire la scena, si tratta di una ballad emotivamente coinvolgente, seguita poi da “Baby Baby”, per certi versi stilisticamente Danzig, e “Secret Garden”, trascinante grazie alle melodie lievemente sinistre che però di lì a poco spariranno, dato che “Never Back Home” incentrerà il proprio vissuto su di una malinconia perdurante.
A chiudere la pratica è “The End Of The Road”, nello stile degli amati Sentenced di tempo addietro, si punta quindi sull’atmosfera che diviene quella di un sofferto addio.
I portoghesi, pur essendo soltanto al primo disco in carriera, si dimostrano affiatati e consapevoli del proprio valore, in “The Road” non vi sono né eccessive sbavature né hit indimenticabili, bensì una serie di pezzi che ascolto dopo ascolto continuano a svolgere il compito assegnato loro in maniera dignitosissima. A coloro che amano il genere ciò potrebbe bastare per considerarli meritevoli di un po’ di tempo da trascorrere in compagnia, non resta che provare.

Facebook Comments