VIATHYN – The Peregrine Way

VIATHYN – The Peregrine Way

 
Gruppo: Viathyn
Titolo: The Peregrine Way
Anno: 2010
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Antebellum
  2. Heathen Arise
  3. Sirenum Scopuli
  4. Through The Orchard
  5. The Oracle's Prophecy
  6. Blackened Woods
  7. The Twilight Haven
  8. Frail Titan
  9. Canvas
  10. The Antique Man
DURATA: 01:04:14
 

Il 2010 è stato l'anno di debutto per numerose realtà e a quanto sembra è arrivato il momento anche per i canadesi Viathyn, che dopo un solo demo datato 2007 e un cambio in formazione nel ruolo di bassista hanno rilasciato questa estate "The Peregrine Way". È un disco di power nel quale sono le chitarre a dominare la scena, inutile negarselo dato che dal primo ascolto avrete da subito l'impressione, che diverrà certezza con il tempo, che siano le asce a fare la parte del leone. Lo stile in sé, tendente a più riprese a inserire una visione progressiva e a divagare nel folk, potrebbe farvi venire in mente i nomi più disparati, vi sono tratti epici degni dei bardi Blind Guardian, ci sono punti di contatto con gli Skyclad e passaggi che potrebbero riportare alla memoria i primi Helloween, è chiaro però che l'ispirazione sembra essere prettamente di matrice europea.

La band fondata nel 2006 da Tomislav e Dave Crnkovic, rispettivamente cantante-chitarrista e batterista, completata dalla presenza al basso di Alex Kot e all'altra sei corde da Jake Wright, ha ancora da lavorare e su questo non ci piove. Le pecche più evidenti però non sono legate alla struttura dei brani che sanno essere piacevoli e intriganti nel loro svolgersi sfaccettato e ricco di influenze, cosa che vi risulterà palese dopo aver messo l'album nel lettore e aver incrociato episodi come "Heathen Arise", "Through The Orchard", "The Twilight Haven", "Frail Titan" e la seducente acustica "Canvas", quanto purtroppo a scelte poco accurate fatte in sede di missaggio.

Le linee vocali di Tomislav hanno subito il trattamento peggiore: il volume è ridotto rispetto al resto, costringendolo spesso e volentieri a finire sotto le chitarre, che nei momenti in cui l'intreccio prog si fa più robusto non sono del tutto lucide. È un peccato, perché i Viathyn sembrano avere le idee chiare su come voler suonare e sull'evoluzione da far intraprendere alle tracce, che oltretutto sono discretamente arrangiate e adornate dalla presenza femminile di Camille Austria in "Sirenum Scopuli" e "Through The Orchard", da una buona prova solista dell'ospite Sascha Laskow in "Sirenum Scopuli" e da un uso delle tastiere mirato a infondere la dovuta profondità senza perdersi nelle inutili scorribande troppo di moda da un po' di tempo a questa parte.

Chi in genere ha piacere nell'ascoltare creature che siano più sofisticate, allontanandosi così dai classici standard che inondano giornalmente il metal di dischi fotocopia, dovrebbe dare una chance a "The Peregrine Way". Per quanto ancora non perfetto, il lavoro dei Viathyn è una boccata d'aria fresca che andrebbe respirata a pieni polmoni.

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