VIDUNDER – Oracles & Prophets

 
Gruppo: Vidunder
Titolo: Oracles & Prophets
Anno: 2015
Provenienza: Svezia
Etichetta: Crusher Records
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TRACKLIST

  1. Gone With Dawn
  2. Son Of Every Lie
  3. Phoenix Cluster
  4. Kalhygge
  5. The Owl
  6. In And Out Of Mind
  7. Twisted Faces
  8. Soon Gone
  9. Oracles And Prophets
DURATA: 38:13
 

Coi Vidunder è stato amore al primo ascolto e ora l'affascinante rock psichedelico del gruppo ci viene presentato in versione più ricca e al tempo stesso maggiormente fruibile con l'uscita del secondo album "Oracle & Prophets", seguito dell'esordio eponimo. In tutta onestà non ci sono vere e proprie novità, tuttavia si registra l'entrata effettiva in formazione da parte di Johannes Cronquist — il quale aveva partecipato in qualità di ospite in "Vidunder" — che fornisce un ulteriore tocco di fino ai brani con il suo organo, vera croce e delizia in questa occasione.

I nove brani in scaletta sono altamente infettivi, decisamente abbordabili, ritmati, melodici ed eleganti quanto basta a far invaghire di sé un qualsiasi affezionato delle sonorità di fine anni '60 e anni '70. La conferma viene espressa con gusto e con la dovuta carica nella tripletta d'apertura orecchiabile e di gran piglio formata da "Gone With Dawn", "Son Of Every Lie" e "Phoenix Cluster", poi successivamente riproposta in "Twisted Faces" e "Oracles & Prophets", intervallate dalla ballata delicata e d'effetto "Soon Gone".

Il difetto già citato — se poi davvero lo si vuole considerare tale — a parer mio risiede nelle intromissioni curate da Cronquist, che sembra quasi preoccuparsi di non uscire fuori binario, rimanendo su territori ben noti e sonoramente perlustrati in passato. Ciò di certo un po' dispiace, dato che la componente esplorativa e psichedelica della proposta — udibile soprattutto nella breve strumentale "Kalhygge" e nell'ombrosa "The Owl" — ne risente ed è sempre stata un punto di forza atmosferico innegabile della musica creata dai Vidunder.

"Oracle & Prophets" è un segno di maturazione e di contemporanea transizione, con questa uscita gli Scandinavi sembra stiano ancora ricercando quei tasselli in grado di definire, levigare e marchiare a fuoco il suono, in modo tale da potersene impossessare. Stanno percorrendo una strada che in un futuro, non poi così lontano, potrebbe permettergli di combattere ad armi pari con colleghi connazionali più rodati e influenti (quali sono a esempio Witchcraft e Graveyard) e seppur a piccoli passi ci stanno riuscendo. Se ne avete amato il debutto, anche questo disco vi finirà di sicuro dritto dritto in collezione.

 

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