VIDUNDER – Vidunder

 
Gruppo: Vidunder
Titolo: Vidunder
Anno: 2013
Provenienza: Svezia
Etichetta: Crusher Records
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TRACKLIST

  1. Summoning The Not Living
  2. Into Her Grave
  3. Trees
  4. Threefold
  5. Försummad Och Bortglömd
  6. Asmodeus
  7. Beware The Moon
  8. Fire
  9. Threat From The Underground
  10. Your Ghost
DURATA: 34:05
 

Chi non ha mai goduto almeno una volta dell'accoppiata Anni Settanta e Svezia? Quante sono le band venute fuori nell'ultima decade dal territorio scandinavo, con un suono fantasticamente in bilico fra gli Anni Sessanta e i Settanta che ci hanno attratto e conquistato? Tante, veramente tante ed è inutile dire che gente come i Witchcraft (da Örebro) e i Graveyard (da Göteborg) siano con tutta probabilità fra gli esponenti più graditi e conosciuti.

Ai suddetti musicisti e alla legione che li segue si unisce il trio dei Vidunder (da Malmö), composto da Martin Prim dietro al microfono e alla chitarra, Linus Larsson al basso e Jens Rasmussen nel ruolo di batterista. La band si rifà a un movimento sonoro variopinto e affascinante che comprende Blue Cheer, Led Zeppelin, Black Sabbath, 13th Floor Elevators, Captain Beyond, Pink Floyd e Cream. Per quanto sia sicuro che un profondo conoscitore del genere troverebbe chissà quanti altri punti di riferimento all'interno dei suoni caldi e retrò da loro prodotti, ciò che sorprende di questa nuova generazione di artisti è la maniera in cui si calano emotivamente in un mondo che non li vede partecipi nel ruolo di semplici comparse che indossano la maschera appartenuta ad altri, bensì portano avanti la tradizione con passione e fedeltà.

Alle volte il dubbio che suonare, interpretare e intraprendere un certo genere musicale possa essere una moda vissuta sul momento può anche scattare, così la sovraesposizione di alcuni nomi annessi ai roster delle grandi etichette potrebbe inficiare la qualità del filone in favore di un gradimento commerciale maggiormente elevato. Ascoltando però album come questo "Vidunder" si ricevono sensazioni prive di compromesso, perché ancora naive nell'animo e votate a dare libero sfogo all'istinto.

La tripletta di brani posta in apertura della scaletta che vede succedersi in ordine d'apparizione "Summoning The Not Living", "Into Her Grave" e "Trees" identifica l'indole del disco, vuoi per il feeling blues che la percorre vuoi per l'energia trasmessa e quegli assoli che ti proiettano col pensiero indietro nel tempo. Gli Svedesi si muovono costantemente in un territorio in cui è la psichedelia a farla da padrone, tale aspetto è ben rappresentato in episodi quali "Threefold" e "Your Ghost", che ondeggiano fornendo una vitalità desta e pesante, contenuta ad esempio in "Threat From The Underground". I pezzi dell'album vengono poi abilmente supportati dalle ospitate del chitarrista John Hoyles (Spiders ed ex di Witchcraft e Troubled Horse) che ha realizzato gli assoli di "Into Her Grave", "Försummad Och Bortglömd" e "Threat From The Underground" e dell'organista Johannes Cronquist, che adorna "Trees", "Into Her Grave" e "Beware The Moon".

I Vidunder e "Vidunder" non riscriveranno di certo la storia del genere, sono però un ascolto che certifica ulteriormente la bontà e lo sbocciare fiorente di realtà interessanti in una scena che diviene di giorno in giorno sempre più ricca. Invito i fruitori abituali di uscite di tale stampo a entrarne in possesso, i soldi spesi in un acquisto simile non saranno di certo buttati via. Ascoltate, ponderate, ma soprattutto comprate.

 

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