VIELIKAN – A Trapped Way For Wisdom | Aristocrazia Webzine

VIELIKAN – A Trapped Way For Wisdom

Informazioni
Gruppo: Vielikan
Titolo: A Trapped Way For Wisdom
Anno: 2010
Provenienza: Tunisia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/vielikan
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Beginning Of All Remorse
2. A Shelter of Flesh in the Void
3. Zero Affection
4. Black Marsh
5. A Vertiginous Fall
6. A Trapped Way for Wisdom
7. Celestial Autumn

DURATA: 01:04:53

VIELIKAN - A Trapped Way For Wisdom Nel 2010 è uscito un disco che forse è sfuggito a tanti, parlo del debutto dei tunisini Vielikan, una formazione di progressive death metal che tramite autoproduzione ha rilasciato “A Trapped Way For Wisdom”, una prestazione solida, tecnicamente ben congeniata e dotata di un uso delle melodie indovinato.
È facile che un album simile passi inosservato perché il mondo metal è ormai inondato di proposte similari, quindi perché ripescarlo? Perché fra la moltitudine di act che suonano e vivono di Opeth in maniera stantia al pari di un clone senz’anima e resi molte volte esageratamente allegri da prese di posizione catchy tutt’altro che condivisibili, i Vielikan pur prendendo evidentemente spunto dalla band di Akerfeldt, ma non sono i soli, noterete una percettibile sotto-influenza di stampo Meshuggah e Gojira in più frangenti, riescono nel consegnarci un platter decisamente spinto e fortemente incline al mondo death, non diniegando affatto attimi di sospensione eterea e fraseggi delicatamente intriganti e jazzy nella sua compatta e dilatata durata che si protrae superando l’ora di musica.
Le tracce sono degli acquarelli ai quali sono state imposte variazioni cromatiche più o meno intense ma sempre su di un grigio andante, che diviene più scuro nelle fasi nelle quali predomina una scia pertinentemente vicina all’aura doom, più perlaceo nelle riflessioni di stampo melancolico, rimarcando nebbiosità nelle fitte e pressanti aree che accelerano e aumentano la pressione al loro interno. Sviscerando la tracklist i pezzi che reputo fondamentali per entrare in contatto con il disco sono la titletrack, “A Shelter In The Flesh”, “A Vertiginous Fall” e “Black Marsh”.
Le armi in dotazione sono diffuse, sono quindi il buon lavoro di squadra con in testa il bassista Mehdi Aouini, bravo e preciso nei momenti di stampo jazz, e la ruvida voce di Fedor Souissi a portare punti in più al totale con un’unica pecca, il batterista Haythem Ben Attiache.
Il musicista pur offrendo una prestazione per nulla cattiva, ogni tanto sembra entrare in ritardo e dover ancora integrare la sua visione del genere affinando e ampliando il modo e il numero di varianti da imporre al proprio drumming per dare ancora più dinamica al sound dei Vielikan.
Manca una personalità propria, per quella ci vuole tempo e dedizione, è però la strada giusta quella intrapresa dal combo nord-africano, ricordiamoci che qui si parla comunque di un lavoro, “A Trapped Way For Wisdom”, praticamente “fatto in casa” in tutto e per tutto e che per com’è possiede già delle indicazioni di base importanti per la creazione dei prossimi dischi.
I Vielikan sono da tenere in considerazione e se la ruota della fortuna e una label decidessero di offrire loro supporto non sarebbe difficile auspicarne il passaggio con maggior frequenza in sede anche live in primis nella nostra vecchia Europa, in bocca al lupo ragazzi!