VIII – Drakon

 
Gruppo: VIII
Titolo:  Drakon
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Plague Records / Metallic Media
Contatti:

Sito web  Facebook  Youtube  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Ode To Qayin
  2. Chalice With Blood Poisoned By Snake Bite
  3. Exequias Itinera
  4. In Utero Matris
  5. Drakon
  6. Meta Stasis – Carcinogenic Cell
  7. Descending The Abyss
DURATA: 49:39
 

A gennaio 2012 vi avevamo parlato per la prima volta di un gruppo death-black metal italiano che combinava elementi tratti dagli ultimi vent'anni di musica estrema: si trattava dei Division VIII e del loro demo. Oggi nel 2014 DrakoneM (musica e testi, già noto come Herr 413), dopo aver reclutato Mark alla batteria, ci presenta un album intitolato "Drakon", ma sotto il nome "ridotto" di VIII ("Hate").

Questo cambiamento "formale" si rispecchia anche nella sostanza delle note proposte, che ora si allontanano dai tratti apocalittici e dai suoni sintetici di "Division Hate", in favore di sonorità oscure e cariche di atmosfera, più "profonde" e moderne (ma non artefatte), che rifuggono il blast-beat come base ritmica, preferendo centellinare le accelerazioni. Nel corso della scaletta incontriamo così andature dalla vena "rock" (black'n'roll-death'n'roll, fate voi), cariche di groove (l'incipit della velenosa e ipnotica "Chalice With Blood Poisoned By Snake Bite") e addirittura doom in "In Utero Matris"; quest'ultima è impreziosita dall'inserimento di un organo funebre. Anche la voce ha assunto un aspetto diverso, passando dal growl canonico del passato a una sorta di ringhio spesso carico di effetti.

A fare da parziale filo conduttore con la prima incarnazione del gruppo ci pensa la melodia, che ha il compito di garantire respiro ai pezzi, interrompendone il senso di oppressione. Talvolta viene sublimata anche in brevi momenti epico-orchestrali riconducibili a Septicflesh e Behemoth ("Exequias Itinera), piuttosto efficaci e mai inutilmente pomposi.

Per quanto riguarda il confezionamento del cd, abbiamo un libretto essenziale di quattro pagine, con la pecca dell'utilizzo di un colore per i caratteri di stampa pressoché illeggibile.

Quello che più impressiona di "Drakon" è la sensazione che DrakoneM e Mark possano maneggiare a proprio piacimento qualunque componente musicale e creare così una miscela di metal estremo ideale: aggressiva, cupa e intensa. Questo primo album è buono, con una seconda parte di scaletta meno incisiva, ma il prossimo ho l'impressione potrà essere addirittura ottimo. A patto che il death-black per voi non sia composto soltanto da velocità ultrasostenute costanti e riff sfrerraglianti.

Facebook Comments