VIN DE MIA TRIX – Palimpsests

 
Gruppo: Vin De Mia Trix
Titolo: Palimpsests
Anno: 2017
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Hypnotic Dirge Records / Cimmerian Shade Recordings
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TRACKLIST

  1. Mātariśvan
  2. Pharmakos
  3. Fuimus
  4. Noe
DURATA: 01:37:40
 

È la terza volta che incontriamo i Vin De Mia Trix, in passato Dope Fiend scrisse rispettivamente dell'ep "El Sueno De La Razon Produce Monstruos" (2010) e del debutto su lunga distanza "Once Hidden From Sight" (2013). Adesso tocca al sottoscritto confrontarsi con il loro secondo lavoro, "Palimpsests", rilasciato in collaborazione dall'etichetta canadese Hypnotic Dirge Records e dalla statunitense Cimmerian Shade Recordings.

Ci rendemmo conto dello stato di maturazione del quartetto ucraino già col primo lavoro su lunga distanza, che ripartiva dalle solide e classiche basi doom-death metal dell'ep, migliorando l'offerta sia per ciò che concerne l'aspetto atmosferico, sia per quanto riguarda la composizione dei pezzi. Oggi però la band ha oltrepassato — e di molto — quella piacevolissima canonicità, mostrando di saper giostrare e sfruttare un numero di influenze elevato, rendendole funzionali allo sviluppo della storia che hanno deciso di raccontare.

«Palimpsests» («palinsesto») è un termine che deriva del greco, riferito a una pagina manoscritta, rotolo di pergamena o libro che è stata scritta, cancellata e riutilizzata. Il disco affronta un percorso in cui mitologia, misticismo, religione e vita si fondono, mentre il titolo di ogni singolo pezzo (scritto con un differente alfabeto: sanscrito, greco, romano e glagolitico) rappresenta una differente tappa dello stesso tragitto. Forse più che in molti altri, esso dovrebbe essere accompagnato dalla lettura dei testi, per essere seguito al meglio.

La prestazione del gruppo è varia e affascinante, l'animo doom-death metal che da sempre la sostiene è tuttora percettibile, ma avviluppato e impreziosito da un tessuto pregiato di influenze che giungono dall'area progressiva, ambientale, funerea e dal panorama post-rock e post-metal. Questi influssi rendono magico, meno classico nello stampo, più elaborato ed esploratore il suono, tuttavia non per questo meno malinconico e dolente di quanto non fosse in passato. I lunghissimi episodi (il più breve sfiora i venti minuti, mentre il più esteso quasi i trenta) non solo raffigurano con eleganza le tematiche dei testi, riescono anche a modellare un paesaggio sonoro unico, affidandosi a toni tutt'altro che forzatamente opprimenti; in più di una circostanza una luce eterea difatti trapela, permettendo all'ascoltatore di apprezzare le molteplici sfaccettature dei Vin De Mia Trix.

Un altro elemento che spicca considerevolmente è la voce, pulita e non, così come è doveroso menzionare l'ottimo compito svolto in fase di produzione da Damon Good (Mournful Congregation, Cauldron Black Ram, Martire, Misery's Omen e StarGazer), che ha garantito un'esposizione strumentale equilibrata; è a dir poco stupendo poter ascoltare in maniera distinta il basso di Alex Vynogradoff.

"Palimpsests" ha superato di molto le mie aspettative: mi attendevo un buon album, ma non quasi cento minuti di musica che funzionassero alla grande. Si tratta di un lavoro in grado di fare la differenza e capace di affermare con certezza che voglia di mettersi in gioco e bravura sono entrambe qualità in possesso dei Vin De Mia Trix. Finalmente nel 2017 la formazione si guadagna un posto — e con merito — fra quelle che dovreste necessariamente inserire in lista acquisti.

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