VIOLENTOR – Violentor

VIOLENTOR – Violentor

Informazioni
Gruppo: Violentor
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/violentor666
Autore: Mourning

Tracklist
1. Too Loud
2. Awakened In Death
3. My Stomach Strong And Fit
4. Genocide
5. We Hate All
6. Dismiss The Evil
7. Sycophant
8. F.Y.I.
9. Go To Hell

DURATA: 29:22

VIOLENTOR - Violentor Se c’è da divertirsi i toscani non si tirano mai indietro, i Devastator ce l’hanno insegnato con la carica e l’ironia pungente che da sempre li contraddistingue, i Violentor loro concittadini non solo ce lo confermano ma decidono di pestare con l’irruenza più classica e godereccia del thrash/core, quello che unisce la primordialità del riffing Motorhead, le mazzate di Discharge e D.R.I e una propensione live impossibile da non percepire al pari di un castello di ghiaccio in mezzo al deserto.
Nove tracce per neanche trenta minuti che mantengono ritmi elevati, che rilasciano continuamente adrenalina, che si sbattono, percuotono e urlano la voglia del combo di fiondarsi contro l’ascoltatore con l’opener “Too Loud”, stordirlo con il bel ruttone di “My Stomach Strong And Fit” e annichilirlo con l’assalto finale “Go To Hell”.
Certo le tre canzoni nominate potrebbero esser definite i caselli da cui passare, se in mezzo a esse non ci fosse tanto di quel ben di dio puro e crudo da godersi, come non mettere a tutto volume una “Genocide” che sembra uscita dalla miglior ubriacatura di Lemmy? Come non lasciarsi conquistare da “Dismiss The Evil” con un additivo di matrice tedesca a renderla ancora più scapocciante? E la velocità gretta di “Sycophant” dove la mettiamo?
Chi crede ancora che in Italia non si possa suonare del buon thrash, dovrebbe essersi ormai convinto che la reale differenza fra la nostra scena e quella estera è tutta una questione di “money”, le qualità per far bene le band della nostra Penisola le hanno e i Violentor con quest’album sono lì pronti ancora una volta a ricordarcelo, purtroppo l’esterofilia e la memoria corta ci fregano sin troppo spesso.
In questo periodo va molto di moda la raccolta differenziata, bene, se dovessi scegliere fra un disco genuino e uno di plastica che a detta di alcuni “filo- intellettualoidi del sabato sera” rende onore agli anni Ottanta, a casa mia la pattumiera sarebbe piena di album in stile Municipal Waste, i Violentor un posto in collezione invece lo troverebbero di sicuro perché la passione non può e non deve essere incelofanata, per il fiocchettino rosa e le mechés rivolgersi a Nuclear Blast e compagni (se penso alla produzione dell’ultimo Overkill, “Ironbound”, mi vien da dire che son dei criminali).
Headbanging sfrenato e la raccomandazione a chi dovessero piacere di non perderli live è tutto ciò che posso aggiungere, mi raccomando che il supporto solo a parole conta poco, una copia fatela vostra!

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