VIRTUAL CAGE – Midnight Crashtest

VIRTUAL CAGE – Midnight Crashtest

 
Gruppo: Virtual Cage
Titolo:  Midnight Crashtest
Anno: 2011
Provenienza:  Italia
Etichetta: Killerpool Records
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TRACKLIST

  1. No 1 Can Be Us
  2. Digital Troop
  3. Carless Instinct
  4. Divine Suicide
  5. Dangerous Race
  6. Let's Pay
  7. Hero In Me
  8. I Fell Like The Whore
  9. B.B.B.
  10. Jesus Antichristus [cover Wumpscut]
  11. Play Your Card
DURATA: 53:22
 

Ebm/Industrial nostrano, questo rappresenta il nome Virtual Cage. Il gruppo pugliese dopo aver prodotto un ep nel 2008, "Elektro Gang-Star", ha raggiunto l'obbiettivo prefissatosi, il debutto "Midnight Crashtest" è stato da poco rilasciato sotto l'ala protettiva della Killerpool Records.

Dopo un paio di giri nello stereo nomi come Deathstars e Dope Stars Inc. (avrà influito il lavoro dietro il mixer di Victor Love?) sembrano i riferimenti più chiari per la parte maggiormente fruibile del suono, mentre la scena tedesca di gente come Wumpscut, del quale non è probabilmente un caso la scelta di coverizzare "Jesus Antichristus" tratta da "Cannibal Anthem" disco del 2006, identifica l'utilizzo di soluzioni più rozze, pesanti e atmosfericamente grevi.

Il lavoro è alquanto danzereccio, un ascolto piacevole che già in apertura con "No 1 Can Be Us" fa percepire la voglia di coinvolgere, di portare al movimento l'ascoltatore, qualità apprezzabile che si riscontra anche in "Dangerous Race" particolarmente orecchiabile, in una "Let's Pay" ritmicamente intrigante, mentre "Hero In Me" e "Digital Troop" preferiscono sfruttare momenti in cui un'anima quasi rock fuoriesce rimembrando seppur alla lontana il Rob Zombie più acido.

Con "Jesus Antichristus" incrociamo la parte più severa, quella più oscura e il fatto che venga esaltata omaggiando il maestro Wumpscut, in maniera a dire il vero lodevole, evidenzia il saperci fare dei Virtual Cage. Il finale giunge con una "Play Your Card" che non aggiunge nulla di particolare a quanto già enunciato antecedentemente portando a termine un "Midnight Crashtest" voglioso di trascinare sino all'ultimo secondo.

Un album che si rivela un buon diversivo per chi non è un fruitore costante delle proposte di questo tipo, discretamente valido e maturo per chi ama invece il suddetto panorama, c'è da dire che i toni in varie occasioni forse un po' troppo "da pista" potrebbero dividere le opinioni allontanando coloro i quali amano una proposte dalla marzialità e dall'aura più rigida, dando invece modo ai restanti di lasciarsi andare ancora una volta al ritmo dei brani, in fin dei conti a ognuno il suo.

 

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