Vita Odiosa - L'Estasi Del Trapasso | Aristocrazia Webzine

VITA ODIOSA – L’Estasi Del Trapasso

Gruppo: Vita Odiosa
Titolo: L’Estasi Del Trapasso
Anno: 2021
Provenienza: Italia
Etichetta: Lupus Niger Prod. And Distro
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TRACKLIST

  1. Condannato All’Esistenza
  2. Maschera
  3. Rimembranze
  4. L’Estasi Del Trapasso
DURATA: 01:11:55

Quattro tracce. Settantadue minuti. Se è vero che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, di certo L’Estasi Del Trapasso parte avvantaggiato. Il terzo album solista di Wolf a nome Vita Odiosa è uscito in un colpo di coda sul finire dello scorso novembre per la sua Lupus Niger e ci racconta come il mio conterraneo se la sia passata dall’uscita dello split con i Solitude Project (oggi Kintsukuroi), risalente alle prime settimane del 2014.

Chi ha una certa familiarità con il personaggio non sarà sorpreso dalle prossime affermazioni. Chi, invece, ha solo letto di sfuggita il nome dei Gort e delle altre entità in cui Marco Lauro è invischiato potrebbe essere più sorpreso dallo scoprire il tasso di minimalismo che il partenopeo raggiunge. Figlio di una profonda tensione verso atmosfere crude, gelide e claustrofobiche e di un insaziabile desiderio di autonomia e di controllo completo sulle proprie creazioni, Vita Odiosa è la valvola di sfogo dell’esistenzialismo di Wolf, un punto di vista sulla vita tutt’altro che vicino al classico ‘o sole, ‘o mare, ‘o core stereotipico del territorio; basta uno sguardo veloce alla scaletta per metterlo in chiaro una volta per tutte.

L’Estasi Del Trapasso si apre con i diciassette, delicatissimi minuti di “Condannato All’Esistenza” che non evolvono, ma ancorano prepotentemente l’ascoltatore al vuoto con riff semplici e atmosfere dilatate, talvolta vicine al doom. “Maschera” resta sul semplice, senza grossi cambi di direzione; notevoli gli intermezzi recitati pescati da A Single Man. La strizzata d’occhio al passato continua, seppur senza citazioni dirette ad altre opere, con “Rimembranze”, nomen omen, una riflessione su quello che non è più: «Ma il ricordo del dolore è ancora dolore / Il ricordo è un’ombra minacciosa / Il ricordo è un velo che nessuno dovrebbe sollevare / Il ricordo è una rovente lama nel cuore / Il ricordo è un gioco crudele in cui si perde sempre / Il ricordo è un abisso in cui ognuno sprofonda». La chiusura è affidata ai ventidue minuti di “L’Estasi Del Trapasso”, probabilmente il pezzo più ispirato del lotto tra sprazzi di black atmosferico e momenti al limite della dark ambient, quello con più dinamica ed evoluzioni, per quanto i canovacci del genere consentano.

Tirando le somme, da un lato L’Estasi Del Trapasso si presenta come una prova solida e concettualmente a posto. Dall’altro, oltre settanta minuti di produzione ultra-minimale, chitarre zanzarose e scream virulento potrebbero non essere il giusto punto di arrivo per chi è alla ricerca di un depressive black più moderno e rifinito. Poco male perché, come nel caso dell’ultimo Gort, non credo l’innovazione interessi particolarmente al mastermind del progetto campano. A poco più di un decennio dalla sua nascita e dopo un silenzio lungo sette anni, Vita Odiosa tira dritto, sempre per conto suo: bene così, direi.