VITTORIO VANDELLI – A Day Of Warm Rain In Heaven

VITTORIO VANDELLI – A Day Of Warm Rain In Heaven

Informazioni
Artista: Vittorio Vandelli
Titolo: A Day Of Warm Rain In Heaven
Anno: 2004
Provenienza: Modena, Emilia-Romagna, Italia
Etichetta: Equilibrium Music
Contatti: non disponibili
Autore: Bosj

Tracklist
1. Farewell Farewell, Thou Wedding-Guest
2. Beneath The Lighting And The Moon
3. My Heart As Dry As Dust
4. The Ocean Green
5. A Sadder And A Wiser Man
6. The Bay Is White In Silent Light
7. The Curse In A Dead Man’s Eye
8. A Day Of Warm Rain In Heaven
9. Whispers O’er The Sea
10. The Death-Fire Danced At Night
11. I Killed The Albatross
12. For The Sky And The Sea And The Sea And The Sky!
13. The Moment I Could Pray
14. Singeth A Quiet Tune
15. Sails In The Sun

DURATA: 59:48

Inauguriamo la collaborazione con la portoghese Equilibrium Music, etichetta di riferimento nel panorama europeo darkwave/neofolk, andando a ripescarne un’uscita decisamente datata, ma non priva di riferimenti all’orbita di Aristocrazia.
Innanzitutto “A Day Of Warm Rain In Heaven” è il primo e finora unico lavoro solista del modenese Vittorio Vandelli, già chitarrista dei seminali Ataraxia (band darkwave emiliana attiva da oltre venticinque anni). In questo lavoro, il compositore è stato affiancato alla voce da Francesca Nicoli, che oltre ad essere dietro al microfono degli stessi Ataraxia figura anche in veste di vocalist su un disco che agli appassionati di estremismo metallico nostrani con tutta probabilità ben conoscono: “In Absentia Christi”, storico debutto dei milanesi Monumentum.
Ancora, questo esordio a proprio nome è un concept ispirato alla sempreverde “Ballata Del Vecchio Marinaio” del buon S. T. Coleridge, alla cui fama nel mondo hard’n’heavy contribuirono già nel 1984 cinque signori dei sobborghi di Londra.
Le sette parti in cui l’opera letteraria è suddivisa vengono trasformate dall’abile penna di Vandelli in quindici brani darkwave dalle mille sfumature che ripercorrono fedelmente il percorso intrapreso dal Marinaio, dal monito iniziale all’invitato a nozze, al finale veleggiare con cui la nave è miracolosamente riportata in patria da forze sovrumane.
E così, il viaggio del Marinaio torna a vivere attraverso le note delicate e carismatiche del lavoro compiuto da Vandelli: ora più acustico, ora tendente al neoclassicismo (“For The Sky…”), ora quasi litaniaco (“My Heart As Dry As Dust”), senza dimenticare la chitarra elettrica, di quando in quando (“A Sadder And A Wiser Man”, “I Killed The Albatross”).
Su tutto il lavoro aleggiano le presenze di Sam Rosenthal e Mike Van Portfleet, decisi punti di riferimento nel songwriting, che il Nostro riesce però con maestria a non rendere ingombranti o eccessivamente marcate. Possiamo così apprezzare appieno tutti i numerosi riferimenti in un raffinato gioco di ombre e sussurri, in cui a vincere è senza dubbio l’atmosfera fosca e misticheggiante di cui l’intero album è pervaso, anche grazie all’ottima interpretazione della Nicoli, decisamente a suo agio sui toni più bassi, ma in grado di regalare anche passaggi più sussurrati e melodiosi (“The Moment I Could Pray”), donando ancor più varietà al già diversificato lavoro compositivo.
Se cercate una pausa dall’assordante chiasso delle ultime uscite death e thrash, se volete ravvivare la vostra passione romantico-letteraria, se amate i Black Tape For A Blue Girl o i Lycia o più semplicemente musica “d’altri tempi”, che faccia correre lontano con la mente, potete prestare orecchio al Vecchio Marinaio, la cui straordinaria storia perdura, raccontata ancora e ancora, nei secoli dei secoli.

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