VOICE OF RUIN – Voice Of Ruin | Aristocrazia Webzine

VOICE OF RUIN – Voice Of Ruin

Informazioni
Gruppo: Voice Of Ruin
Anno: 2011
Etichetta: Heimathome Records
Contatti: www.myspace.com/voiceofruin
Autore: Mourning

Tracklist
1. Dependances
2. Show Your Respect
3. Bdsm
4. Win Or Die
5. Give The Reason
6. Free Hate
7. My Obsession
8. Beautiful Fight
9. Blowjob For A Call Girl

DURATA: 34:59

VOICE OF RUIN - Voice Of Ruin Figlio dell’America Hardcore/Metal, il primo album del combo elvetico dei Voice Of Ruin ci presenta una band in forma, decisa a farci scapocciare e fortunatamente priva di scivoloni logistici, legati all’uso divenuto ormai oltremodo irritante, di coretti in voce pulita e melodie di stampo svedese strasentite ma più che altro ripetute con ingenerosa costanza, un fregio che diviene una croce.
Con ciò non voglio assolutamente dire che “Voice Of Ruin” si possa definire un album originale, di sicuro sono impatto, groove e una prestanza in certi frangenti monolitica a farla da padrone, pochi fronzoli, tanti pugni in faccia, questo sembra essere il motto dei cinque.
Buone accelerazioni e cambi di tempo portano acqua al mulino, brani quali “Show Your Respect”, “Give The Reason” e “My Obsession” si candidano al ruolo di protagoniste in una scaletta che fa della potenza muscolare e dei riferimenti sessuali espliciti armi d’attacco efficaci, cosa vorrà mai dire il titolo “Blowjob For A Call Girl”?
Stradaiolo, alcolico e grezzo quanto basta, il platter scivola via, la breve durata, appena trentacinque minuti in totale, è sicuramente d’aiuto, così come la produzione fornita, moderna sì ma non incelofanata, il fiocchetto rosa l’hanno regalato ad altri.
La pecca di un album come “Voice Of Ruin” è quella di uscire in un periodo in cui la proposta ha subito, e sottolineo il termine subito, un’inflazione inverosimile, i troppi act di stampo core con i loro breakdown e l’attitudine da emo hanno inficiato quella componente rozza e gretta che ti faceva gustare queste opere prime con piacere anche se collegate a un nulla di nuovo.
Il punto è: quanti sono ancora così volenterosi di metter nello stereo un platter di tale tipo?
Consiglio di spogliarvi da questo pregiudizio, il discorso in questione odiernamente andrebbe affrontato per ogni filone del metal e non solo, i Voice Of Ruin possiedono quella dose di mazzate e quella vena godereccia che ti fanno dire: una botta di adrenalina mi serve, ma sì ci sta.
Lasciate perdere lo stile, lasciate perdere le mode, prendetevi questa badilata in pieno volto e gettatevi il resto alle spalle.