Void Paradigm - Ultime Pulsation | Demain Brûle

VOID PARADIGM – Ultime Pulsation | Demain Brûle

Gruppo:Void Paradigm
Titolo:Ultime Pulsation | Demain Brûle
Anno:2020
Provenienza:Francia
Etichetta:Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Ultime Pulsation
  2. Demain Brûle
DURATA:38:41

Giungono al terzo album i francesi Void Paradigm, trio che vede tra le proprie fila due quinti degli Ataraxie (Jonathan Théry e Julien Payan) e il batterista Alexis Damien, mente dietro il progetto avantgarde Pin-Up Went Down. Già passati su queste pagine con il promettente debutto omonimo e reduci dal secondo album Earth’s Disease uscito per la defunta Apathia Records, i cugini d’Oltralpe si imbarcano in quello che è probabilmente il lavoro che sintetizza al meglio le bizzarre caratteristiche del trio: i due brani da quasi venti minuti ciascuno che compongono Ultime Pulsation | Demain Brûle, finito sotto l’occhio scrutatore di Avantgarde Music.

Come il mio collega ormai nove anni fa, parto da un punto che è sempre fonte di sopracciglia alzate e fronti corrugate, ovvero le classificazioni spesso un po’ fantasiose: i Void Paradigm si autodefiniscono «Hypnotic Dodecatonic Black Metal», ma vale la pena spendere due parole dietro questa scelta che, per una volta, non è del tutto fuffa. L’affrancamento di Ultime Pulsation | Demain Brûle dagli schemi classici — ancor più in un genere che tende a risultare abbastanza rigido — è legato all’educazione classica di Payan, che si è servito della dodecafonia, una tecnica formalizzata dal pianista Arnold Schönberg nei primi del Novecento. Secondo quest’approccio compositivo, le note sono in relazione solo le une con le altre; per farla più semplice, il rapporto di equivalenza dei semitoni slega il compositore dall’obbligo di rispettare regole e proporzioni, facendo sì che la musica non sia in una chiave specifica.

Senza aggiungere altro per mancanza di basi teoriche adeguate, è evidente come questa cornice sia ideale per l’espressione artistica dei Void Paradigm del 2020, ancora più estremizzata rispetto a quanto sentito sull’ottimo (e più strutturato) predecessore. Il martellare continuo e straniante di “Ultime Pulsation”, forse più accostabile al death che al black, mette subito sul piatto una tensione che non accennerà ad andare via per tutta la durata del lavoro, pur essendo presente in varie forme: tra sfuriate più standard nelle strutture, sezioni pachidermiche in cui i riff sono supportati da una sezione ritmica granitica e intermezzi acustici nei quali si sentono influenze quasi jazz, la colonna portante è comunque un’imprevedibilità che mantiene alta la soglia dell’attenzione (soprattutto su “Demain Brûle”), insieme a un sentore sinistro che permea i due pezzi incentrati sull’ultima pulsazione, l’ultima spinta del mondo e dell’umanità verso l’inevitabile fine.

Uno degli aspetti più positivi di Ultime Pulsation | Demain Brûle è che la durata importante delle due composizioni si riduce a un numeretto, senza alcun effetto sull’esperienza. Quello dei Void Paradigm è un disco riuscitissimo, sia esso il frutto di un’ambizione più elevata o semplicemente della volontà di fare le cose in maniera diversa rispetto ai canoni del genere: per tutti coloro che prendono il loro black metal un po’ bizzarro e schizofrenico.

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