VOID – Posthuman

 
Gruppo: Void
Titolo:  Posthuman
Anno: 2003
Provenienza:  Inghilterra
Etichetta: Nocturnal Art Productions
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Cypher
  2. Neutron Flux
  3. Pathogen Bombshell
  4. Syndrome
  5. Future Horror Aura
  6. Sulphur Horror Sickness
  7. Zero Signal Pattern
  8. Posthuman
DURATA: 48:46
 

I britannici Void sono una di quelle realtà che ami da impazzire subito o odi all'infinito. Nel 2003 pubblicarono il primo album "Posthuman", allora la formazione era composta unicamente da due elementi: OCD (Matt Jarman) e Ionman (Kvohst/Mathew McNerney ormai ex cantante di Code e DHG).

OCD era già conosciuto nell'ambito metal per vari remix di brani appartenenti alle discografia dei Red Harvest e per la sua partecipazione in "Aeon" degli Zyklon, il suono della sua creatura parte da quel tipo di elettronica misto metal trovando aggancio in realtà come Thorns, Satyricon ("Rebel Extravaganza") e i già citati DHG ("666 International"), un calderone particolare e difficilmente digeribile dopo un solo ascolto.

"Posthuman" è estremo, maniacale, ossessivo, perseverante nel macinante uso che fa della componente industriale, permette l'affiorare di un grigiore intenso nei momenti in cui fraseggi di stampo darkwave zampillano fuori e con il supporto di una voce scream più roca rispetto agli standard abituali le tracce guadagnano una ruvidità scartavetrante.

"Neutron Flux", "Pathogen Bombshell", "Syndrome", "Future Horror Aura", "Sulphur Horror Sickness", i pezzi elencati hanno le caratteristiche e il mood adatto ad attrarre, a coinvolgere mancando però di quello spunto necessario a far fare un salto qualitativo netto.

"Posthuman" è un disco pesante, è monolitico, un blocco che in certi momenti sembra essere talmente ben agglomerato da essere unico tendendo a risultare pesante all'orecchio, è una sensazione che un discreto numero di on air andrà pian piano cancellando, bisogna in primis entrare nell'ottica di un lavoro partorito al tempo, nel tentativo di spostare l'asticella della cattiveria e della resa del panorama black-elettronico un po' più in là e i Void tale punto l'hanno realizzato, ecco perché difficilmente si trova una linea guida nel giudicare la proposta.

Sono passati ben otto anni, hanno avuto non pochi cambi di line-up e problemi, alcuni dei quali parecchio tristi come la perdita dell'ultimo cantante Ben Lowe suicidatosi poco prima che uscisse il secondo capitolo omonimo, avranno centrato il loro obiettivo? Avranno trovato il modo di fornire quel quid in più alle canzoni? Lo leggerete di sicuro sul nostro sito, intanto vi consiglio assolutamente d'iniziare da questo "Posthuman", per il sottoscritto un disco che vale la pena possedere nella propria collezione.

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